mercoledì 2 ottobre 2019

#Overtourism


La soluzione dell'Overtourism - che in molte destinazioni sta generando disastri - non può essere affidata a quegli stessi Enti turistici che lo hanno generato 


#Overtourism
Dopo un secolo di promozione turistica e un dopo un ventennio di webmarketing - basati ambedue su un approccio meccanicistico per il quale si hanno risultati se si bombarda il mercato, il target-group, con stimoli ai quali i consumatori dovrebbero reagire come i topolini dei famosi esperimenti di laboratorio - visti i risultati, non è forse venuto il momento di pensare ad un marketing più umano e sostenibile? cioè quello di cui si occupa questo blog.
Ed è anche venuto il momento di riconciliare lo sviluppo turistico con la qualità della vita dei residenti, adottando formule senza impatto ambientale, e senza impatto sociale negativo, come l’Albergo Diffuso.




giovedì 12 settembre 2019

Le grandi città? Simboli di disuguaglianza



Quando hai finito l’Università, quando cominci a pensare di creare la tua famiglia, pensi anche ad una casa più grande, e che costi di meno; pensi ad un luogo vicino alla natura, dove tu non sei costretto a perdere ogni giorno due ore per gli spostamenti… 
Detto così, la vita nelle grandi città sembra un rito di passaggio.
Ma non è solo così, considerato che il trend è ancora quello che vede crescere le popolazioni urbane, e le megalopoli, ma con alcune significative eccezioni che fanno rilettere.
I centri di grandi città come Parigi e New York City stanno perdendo abitanti, e tra quanti restano a viverci, significativamente, si trovano persone con un reddito elevato, singles o con famiglie piccole. Insomma nei centri delle grandi città sembra che ci resti solo chi può permetterselo.
Naturalmente la maggior parte delle grandi città non soffre il problema dello spopolamento, ma un allentamento della densità urbana comincia ad essere evidente. A crescere sono soprattutto le periferie, e risulta sempre più evidente quanto gli abitanti dei centri storici più ricchi e più connessi all’economia globale, siano sempre più nettamente separati dagli altri. 
Per questo, Richard Longworth, del Chicago Council on Global Affairs, afferma che le città globali sono diventate simbolo di disuguaglianza. Qualcosa che non può rimanere senza conseguenze.

 

Appunti tratti da Global cities begin to shrink as inner areas empty out

di Judith Evans
https://www.ft.com/content/c88b4c54-b925-11e9-96bd-8e884d3ea203?shareType=nongift

sabato 24 agosto 2019

Is Your Town Nearing Extinction? Try Turning It Into a Resort




Is Your Town Nearing Extinction? Try Turning It Into a Resort
Welcome to the world of alberghi diffusi, where tiny villages are going all-in on tourism to save themselves.
By Nikki Ekstein

Roughly 2,500 villages in Italy and almost 3,000 in Spain are at risk of becoming ghost towns. In Japan, 8 million or so buildings sit vacant. As better jobs and modern lifestyles lure young people to cities, what happens to the crumbling hamlets they leave behind?

A few aspiring hoteliers are fighting brain drain and rural flight by turning abandoned buildings in their villages into hospitality hubs. The Italians even have a name for these towns-turned-resorts: alberghi diffusi, or “scattered hotels.”

Giancarlo Dall’Ara, an Italian hotelier and tourism marketing professor, set the first and only standards for these accommodations in 2012, when he created the National Association of Alberghi Diffusi. He penned a manifesto identifying their core components: They cannot occupy new structures, the scattered buildings that make them up should be no more than 500 meters apart, and they must contribute to sustainable socioeconomic development. They must also act more like hotels than Airbnbs, with clearly marked reception areas, hot breakfasts, and other amenities. According to Dall’Ara, the concept should be able to stem depopulation and create jobs, alleviating the immediate crises facing many of these fading rural communities. “This is an emergency,” he says. In some places, entire villages have been put up for sale. Towns in the Jura region of France or Galicia in Spain can be had for as little as €150,000 ($175,000), the way of life there having effectively ended.
Dall’Ara estimates there are roughly 110 alberghi diffusi in Italy, up from about 20 in 2008. The Airbnb revolution has inadvertently contributed to the rise of this sort of accommodation. The home-sharing platform has exposed travelers to off-the-beaten-path destinations where large hotels have yet to arrive and fueled the rise of so-called authenticity seekers.
“Thanks to Airbnb and thanks to the fact that travelers care more about sustainability now, this idea of ‘living like a local’ feels current,” Dall’Ara says.

articolo originale qui: https://www.bloomberg.com/news/features/2018-09-20/from-italy-to-japan-alberghi-diffusi-are-saving-dying-villages

giovedì 1 agosto 2019

Una visione turistica del mondo? Una lettura per le vacanze



Di “una visione turistica del mondo” parla Christopher Lasch nel suo libro “La rivolta delle élite”, un libro del 1995 che ha molto da dire anche ai giorni nostri. 
Di questo libro, l’ultimo del grande sociologo e storico americano, scomparso un anno prima della pubblicazione del libro, propongo di seguito solo una riflessione: (…) il tentativo di far rivivere le città costruendo centri per le conventions e impianti sportivi destinati ad attrarre turisti si limitano ad accentuare il contrasto tra ricchezza e povertà. La città diventa un bazar (…).

Buone vacanze!

martedì 16 luglio 2019

Artigiani accoglienti



Intervento di Giancarlo Dall’Ara alla conferenza stampa di presentazione dei Percorsi Accoglienti 
Palermo 25 giugno 2019 

Da oggi Palermo ha una nuova proposta turistica che arricchisce ulteriormente le offerte di questa città straordinaria.
Una proposta, un “prodotto”, che io definirei di nuova generazione, perché non si rivolge ai “turisti”, così come siamo abituati a vederli o a pensarli.
Di “nuova generazione” perché si rivolge a chi non ama le “proposte per turisti” ma è alla ricerca di proposte autentiche.
Una progettualità che ha al centro non i monumenti, ma le persone, e più precisamente gli artigiani, con i loro saperi, la loro esperienza, la loro manualità, e soprattutto la loro capacità di affascinare e coinvolgere i visitatori. 
Dunque gli artigiani sono i protagonisti dei Percorsi Accoglienti, percorsi che sono caratterizzati non tanto dal movimento, come nel caso degli itinerari, quanto piuttosto dall’incontro. 
Agli artigani che desiderano fare parte di questo progetto si chiede:
-      di mettere in mostra assieme ai loro prodotti anche l’ospitalità; si chiede cioè di saper accogliere le persone che passano davanti alla loro bottega, e di mostrare anche fisicamente il loro desiderio di privilegiare le relazioni con gli ospiti;
-      di offrire, oltre ai loro prodotti, anche consigli di visita; 
-      di creare legami, per rispondere così alle aspettative dei visitatori come premessa per un rapporto duraturo, di spessore; un rapporto di fiducia che precede la fase della vendita e che prosegue dopo, nella fase del ricordo che resta fondamentale per ottenere condivisioni e visibilità.

I Percorsi Accoglienti sono un progetto di rete nel quale gli aderenti sono stimolati a cooperare, perché sono consapevoli che i clienti di ognuno sono in realtà clienti del territorio. 

Siamo solo all’inizio di un progetto che intende ridare centralità alle botteghe artigiane che hanno un grande valore identitario. Un progetto che intende fare degli artigiani i protagonisti in grado di vivacizzare i centri storici e di stimolarne anche l’innovazione.
GD




mercoledì 26 giugno 2019

Percorsi accoglienti: il lancio a Palermo



Confartigianato Imprese lancia il progetto “Percorsi Accoglienti” che parte da Palermo, città pilota. Al via un nuovo modello di turismo sostenibile che mette al centro la bottega artigiana. L’obiettivo è quello di rilanciare l’artigianato e tutto il territorio che lo avvolge. Ha lo scopo di dare vita ad una nuova proposta, o meglio un nuovo attrattore per i centri storici e i borghi del Paese, e ha come motore la bottega artigiana. Con il progetto verrà data una centralità culturale - prima ancora che economica - agli artigiani che operano nei centri storici.
Il progetto “Percorsi accoglienti” è stato studiato per  Confartigianato da Giancarlo Dall’Ara, ideatore del modello dell’Albergo Diffuso e presidente dell’associazione “Alberghi Diffusi”. L’iniziativa è finanziata con il contributo 2 per mille di Ancos, l’associazione di promozione culturale di Confartigianato.

La presentazione è avvenuta martedì 25 giugno nello splendido scenario dello Stand Florio, in via Messina Marine a Palermo, proprio davanti al giardino di Donna Franca. presenti, tra gli altri, gli artigiani coinvolti nel progetto, l’ideatore Dall’Ara e i vertici di Confartigianato, con in testa il vice presidente nazionale con delega al Mezzogiorno, Filippo Ribisi, il presidente regionale e provinciale di Confartigianato, Giuseppe Pezzati, il segretario regionale di Confartigianato Sicilia, Andrea Di Vincenzo e Fabio Menicacci, segretario nazionale Ancos.
Venticinque le botteghe coinvolte inizialmente nel progetto. Tra le zone maggiormente presenti, quelle del centro storico, con gli artigiani di via Maqueda e corso Vittorio Emanuele, e l’area di Ballarò. Ma anche le botteghe di altre strade della città aderiscono all’iniziativa. E per dare un supporto a cittadini, visitatori e turisti, è stata anche realizzata una mappa ben dettagliata con tutti i partecipanti, la descrizione e gli indirizzi.

Di seguito alcuni video e articoli sul progetto 





giovedì 6 giugno 2019

Hilton compie 100 anni



Il 31 maggio scorso è stata una data importante per chi si occupa di storia dell’ospitalità: sono passati 100 anni da quando Conrad Hilton cominciò ad occuparsi di alberghi. 
Questa storia può essere raccontata in poche righe: il 31 maggio 1919 Hilton acquisì "The Mobley", un hotel nella piccola città di Cisco, nel Texas. Il primo hotel a portare ufficialmente il marchio Hilton, il Dallas Hilton, fu aperto pochi anni dopo, nel 1925. 
In quegli anni Hilton si trovò a dover rilanciare alberghi decaduti ed ebbe l’idea di ripensare anche all’utilizzo tradizionale degli spazi e “la fece finita con l’antica magnificenza dei Grand Hotel, con questi castelli fittizi destinati alla grande borghesia, ed introdusse metodi di tipo industriale. Egli ripartì i saloni che gli sembravano troppo grandi, in vani più piccoli e fece entrare nell’hotel dei gestori che offrivano agli ospiti giornali e altri servizi”.
Funzionalità ed efficienza erano per lui al primo posto, e creare una catena significava innanzitutto razionalizzare, risparmiare negli acquisti e creare sinergie. Hilton fu dunque il padre della filosofia dello standard nell'industria dell'ospitalità.
Hilton costruì alberghi pensando agli uomini d’affari americani che desideravano modernità ed efficienza e che desideravano trovarsi a casa ovunque fossero. “Ognuno dei nostri hotel è una piccola America” divenne il suo principio.
Da allora il gruppo ha ospitato circa 3 miliardi di ospiti, e ha dato lavoro a 10 milioni di persone. 

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