martedì 10 gennaio 2017

Il mercato turistico del Giappone in ripresa


Diversi dati mostrano che il mercato turistico giapponese verso l’Italia, dopo un periodo di contrazione, è in ripresa. Ho già avuto modo di parlarne e se insisto è perché per gli operatori italiani si tratta di una notizia davvero interessante, visto che il Giappone è un mercato che registra circa 1milione e 300 mila arrivi in Italia.
I dati del 2016 sono decisamente stimolanti: a gennaio l’incremento nel numero dei viaggi in uscita dal Giappone era del 4%, a febbraio del 5,9%, a marzo del 7% rispetto al 2015.
La seconda metà del 2016 ha confermato il trend positivo: il mese di giugno ha registrato +6,7% rispetto all’anno precedente, luglio, con 1.43 milioni di viaggi in uscita ha registrato +9,6%, agosto + 10%, e ottobre +3,2%.
Ho avuto modo di leggere anche qualche consuntivo francese e mi pare che trovi conferma un cauto ottimismo.
Chiunque conosca il Giappone sa che l’Italia esercita un fascino speciale per i giapponesi: tra le destinazioni europee il nostro Paese risulta primo in diverse graduatorie: primo per il posizionamento enogastronomico, per l’interesse musicale (bel canto e opera), per l'offerta culturale, e naturalmente primo per gli arrivi turistici.
D'altronde già all’epoca Meiji (1867), quando il Giappone uscì dall’isolamento e si affacciò al mondo, aveva individuato nell’Italia la patria della cultura, del bello, della genialità creativa.
Permettetemi anche una piccola testimonianza personale dell’interesse verso il nostro paese: alle conferenze sull’albergo diffuso che ho tenuto a Tokyo lo scorso mese di novembre, ho registrato il pieno, assieme ad una attenzione altissima, anche da parte del sistema intermediario.
Sono stato in Giappone la prima volta negli anni ’80, in pieno boom economico, e da allora, non si può negarlo il mercato giapponese è molto cambiato. E’ aumentato notevolmente il turismo individuale (FIT) rispetto al passato, e quello dei piccoli gruppi (3 o 4 persone). In questi anni poi è cresciuta la domanda che si informa sui social network e che prenota online, anche se contemporaneamente non c’è stato un crollo dell’utilizzo per informazioni dei media tradizionali, dei giornali e delle guide turistiche che mantengono la loro importanza come fonti di informazioni per i viaggi all’estero.
In sintesi si può dire che il mercato si è ulteriormente diversificato e sofisticato, così che per quanto riguarda il marketing del nostro Paese, oltre alle proposte tradizionali (shopping, enogastronomia e cultura), oggi c’è posto per molti altri i prodotti da valorizzare: quelli sportivi, a cominciare dal trekking e dalla bici, il turismo ambientale (parchi e giardini) il golf, gli eventi…, e soprattutto le proposte identitarie legate allo stile di vita.
Ecco, su questo ultimo aspetto si apre uno Scenario nuovo e stimolante per tutti, destinazioni e operatori.
Se siete interessati al turismo dal Giappone contattatemi
Giancarlo Dall’Ara

mercoledì 4 gennaio 2017

I turisti non sono bancomat



Se, mentre eravate in vacanza o in viaggio, vi siete accorti che avete pagato un caffè il doppio del prezzo richiesto ad un residente, allora sapete cosa vuol dire essere trattati da “turisti”.

Fatti come questi sono piuttosto frequenti, e anche se io li considero un grave errore, qualcosa di assolutamente sbagliato e controproducente ai fini dello sviluppo turistico, vi sono esperti che – all’opposto – teorizzano ed insegnano agli operatori che è così che si deve fare, perché i turisti sono portafogli che camminano.

Laura de Feudis ha pubblicto un articolo sul Corriere della Sera che offre qualche spunto su questo tema.

La “notizia” alla base dell’articolo, è questa: “Il giornalista di Sky Sport Guido Meda il giorno di Capodanno ha scritto: «Amico valdostano che a volte mi fai sentire come il tuo bel bancomat ambulante su gambe, sai che se tu facessi anche solo finta di avere un po' di considerazione umana io e gli altri visi pallidi turisti della pianura ti pagheremmo anche più volentieri?».
Migliaia di “mi piace” in poche ore e qualche commento interessante, in particolare quello di Lara Magoni, ex nazionale di sci: «Purtroppo il 17 sono salita a Courmayeur ed ho percepito la tua stessa sensazione...Essendo del mestiere ho evitato di far fuoco su Trip Advisor...Un furto allucinante verso un servizio scadente...Una follia...Credo che non salirò più...Sia per l'hotel...Sia per il ristorante...Sia per il pessimo Hamburger mangiato sulle piste che pareva un disco volante per 20 euro...Credimi il mio cane non lo avrebbe mangiato...Ho vissuto solo due giorni da incubo!!!».
Poi, come racconta la giornalista del Corriere, Guido Meda fa pace con la proprietaria del ristorante nel quale la polemica aveva avuto origine: “oggi Ester cercava me per scusarsi, proprio mentre io cercavo lei perché temevo di essere stato poco tollerante a mia volta. E questa esigenza reciproca secondo me vale molto! Così ci siamo visti in quello che è stato un incontro piacevolissimo con una donna in gamba (che ha pure i suoi motivi per un po' stress), alla guida di una bella famiglia in un bellissimo posto….”

Aggiungo solo che per evitare queste situazioni, molto può essere fatto, se si promuove una cultura del turismo e dell’accoglienza coerente.


martedì 13 dicembre 2016

Uffici Info del futuro: non c'è solo il modello Apple Store!



Questo tema mi è caro! Ne ho parlato tante volte e ogni tanto lo rilancio (sperando che qualche Assessorato competente raccolga il messaggio).
Vi segnalo che a gennaio e febbraio 2017 terrò un paio di seminari dove riprenderò il tema del ruolo degli Uffici informazione turistica nello scenario attuale del turismo.
Continuate a seguirmi per saperne di più!
p.s. ecco comunque un altro post su questo tema:

lunedì 5 dicembre 2016

Ci siamo dimenticati un dettaglio


Ho scritto un articolo per il mio Blog su AgiChina, relativo al turismo cinese, ma rileggendolo vedo che si tratta di riflessioni che possono essere valide anche per altri mercati.
Quante volte il sistema turistico ha proceduto in questi anni senza ricerca, ripetendo e replicando le stesse cose, le cose di sempre (prodotti, marketing, distribuzione...).
E il gap tra quello che i turisti davvero desiderano e l'offerta, è cresciuto, creando disaffezione.

Se il tema vi interessa ecco dove trovare l'articolo  http://www.agichina.it/notizia-blog149 

giovedì 1 dicembre 2016

Viaggiare è ritornare



Viaggiare è andar via di casa,
è lasciare gli amici
è provare a volare.
(...) Dormire in un altro letto,
sentir che il tempo è breve,
viaggiare è ritornare.
(Gabriel Garcia Marquez)


Bisogna ritornare sui passi già dati,
per ripeterli,
e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

(José Saramago)


E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo (…) la vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
(Fernando Pessoa)

La vita stessa è un viaggio da fare a piedi
(Bruce Chatwin)

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