giovedì 14 gennaio 2021

Buone notizie (finalmente!) dai mercati esteri


 

Turismo: qualche notizia incoraggiante da Gran Bretagna, Usa, Francia e Cina.

I Tour Operator britannici segnalano una inaspettata crescita delle prenotazioni nelle ultime due settimane. A prenotare sono soprattutto persone anziane. Al momento le richieste sono relative all’estate prossima e riguardano il turismo interno, considerato che gli operatori stanno ancora aspettando di capire quali saranno le regole per i viaggi all’estero. Si tratta comunque del primo segnale di fiducia per un settore completamente devastato dalla pandemia. 

Ora è interessante notare che anche dagli USA vengono notizie simili. In occasione di un webinar organizzato dall’US Travel Association si è sottolineato che il vaccino metterà le basi per una ripresa del turismo, a cominciare dal secondo trimestre di quest’anno. Adam Sacks di Tourism Economics ha parlato di ripresa (più lenta però), anche per turismo d’affari e di gruppo. 

Anche in Francia sembra ci sia voglia di ripartire, almeno è quello che sostiene il Presidente di “Les Entreprises du Voyage” per il quale i dati di richieste e prenotazioni per il primo trimestre 2021 sono superiori a quelli del 2020. Visti i vincoli che permangono per le strutture ricettive in Francia, l’attenzione dei turisti al momento sarebbe soprattutto rivolta all’estero ed in particolare verso paesi come Guadalupe, Martinica, Reunion, ma anche Dubai e repubblica Dominicana. Segnalo che a consuntivo 2020 era emerso che i francesi avevano privilegiato le vacanze all’interno del paese, ed in particolare le vacanze plein air, quelle nelle località di mare e la campagna; queste a mio parere torneranno ad essere le mete più gettonate appena le normative che regolano il settore si faranno meno rigide.

Infine in Cina i dati relativi all’ultimo trimestre del 2020 parlano di 26 milioni di viaggi prenotati attraverso le adv (online e offline), un dato che è circa la metà rispetto a quello dell’anno precedente. I maggiori operatori digitali cinesi trasmettono soddisfazione per la situazione attuale e per le previsioni 2021. In effetti i cinesi stanno attendendo, con un clima crescente di fiducia, le vacanze per il nuovo anno lunare (12 febbraio). E anche se il covid non è completamente estirpato, in generale si respira un prudente ottimismo per la ripresa delle vacanze estive, non esclusi i viaggi all’estero, che saranno diretti però, più del passato, nei paesi confinanti, e in Asia.

GD 


lunedì 11 gennaio 2021

Guardare la pianura dalla montagna: il manifesto per riabitare l'Italia

 



Ho letto il "Manifesto per riabitare l’Italia", un lavoro interessante che stimola un diverso punto di vista, quello di guardare il paese dal margine, la pianura dalla montagna, e che evidenzia la debolezza e la vulnerabilità delle metropoli e dei “centri”, considerati dal pensiero dominante le eccellenze del nostro paese. 

Trovo corretto affermare che la crisi di egemonia dei grandi agglomerati urbani è lo specchio di una più generale crisi “del modello di sviluppo lineare e progressivo di cui si era nutrito il Novecento”.

Sono tesi affini a quanto sostengo sulla crisi del modello di sviluppo del turismo nel nostro Paese.

Come non essere d’accordo poi sull’affermazione che la “ricchezza dell’Italia sta nelle sue diversità”, una tesi che se fosse stata sposata anche nel turismo – non con solo con le parole -  avrebbe stimolato un altro punto di vista sull’attuale modello sviluppo basato sull’affollamento.

Come non condividere poi la tesi che occorre ripartire dai margini per riabitare i luoghi! Per inciso il margine non esiste in natura ed è il frutto di uno sviluppo lineare che ha penalizzato le aree interne a favore delle città, come si legge nel libro.

 

“I luoghi, i paesi, i centri storici, le città, le periferie non potranno rinascere se non si inventa una nuova idea dell’abitare e della rigenerazione” scrive Vito Teti che, all’interno del libro, ha curato la parola chiave Paese. Anche per questo avrebbe potuto trovare posto nel libro l’albergo diffuso: l’unica proposta sperimentata con successo in questi anni come modello di sviluppo sostenibile e come contributo per frenare lo spopolamento dei borghi, esportata come modello rigenerativo in diversi paesi del mondo.

 

Leggendo il Manifesto mi sono tornate alla mente le parole di Carlo Levi che scriveva: “Siamo anzitutto di fronte al coesistere di due civiltà diversissime, nessuna delle quali è in grado di assimilare l’altra. Campagna e città, civiltà precristiana e civiltà non più cristiana, stanno di fronte; e finché la seconda continuerà ad imporre alla prima la sua teocrazia statale, il dissidio continuerà.”.

GD


Manifesto per riabitare l’Italia

A cura di Domenico Cersosino e Carmine Donzelli

Donzelli editore, Roma 2020

 

Per un futuro sostenibile dei borghi

Albergo Diffuso e nuovi Scenari di rigenerazione

Giancarlo Dall’Ara, Teresa Villani

Agathon International Journey of Architecture Art & Design n. 8, 2020

https://www.agathon.it/agathon/article/view/222/241

 

martedì 5 gennaio 2021

Le vacanze torneranno ad essere un Rito di Passaggio

 


Le persone che appena sarà possibile riusciranno ad andare in vacanza, percepiranno quella esperienza in un modo diverso dal passato. 

Le prossime vacanze torneranno ad essere un Rito di Passaggio, come da tempo non erano più. In altre parole chi potrà andare in vacanza lo farà caricando quell’esperienza di significati  diversi e nuovi. Non sarà un semplice “tornare a viaggiare”. Per molti sarà come “partire per la prima volta”, tanto l’attesa ha ammantato di speranze e timori l’idea di mettersi in viaggio. Così il viaggiatore non darà per scontata nessuna delle esperienze che farà: da quelle più semplici e abitudinarie, a quelle più insolite. E soprattutto sentirà il partire come un distacco dall’ordinario e un ingresso in un tempo “sacro” (Holy-Day), come da tempo non percepiva più. Con tutto quello che potrà derivare per gli operatori dell’ospitalità in termini di sensibilità, di accoglienza, di rispetto. I fondamentali che la "sbornia" degli ultimi anni ha nascosto dietro i lustrini dei Brand, dell’Appeal e dello Storytelling.

GD


Vacanza come rito di passaggio

Nelson Graburn, del quale ho tradotto qualche saggio, ha affermato che anche le vacanze sono un rito di passaggio: “la vita è una successione di eventi marcati da cambiamenti di “stato”, tra questi le vacanze. “Il viaggio di tipo turistico è più che un semplice spostamento di tipo geografico o uno stato alterato simbolicamente”, nella pratica turistica infatti ritroviamo le fasi proprie di tali riti:

  • la separazione, cioè la rottura della quotidianità, e del tempo “ordinario” che avviene con la partenza,
  • l’ingresso in una fase di “transizione”, di limen. L’avvio cioè del viaggio vero e proprio in un tempo diverso e “sacro”, “né qui né là”,
  • l’incorporazione, il rientro cioè nella quotidianità con un comportamento ostentatorio, di dimostrazione del rito compiuto attraverso le “nuove insegne” (l’abbronzatura, l’acquisto di souvenir o di abiti particolari…).



domenica 3 gennaio 2021

Carlo Levi descrive l'ospitalità

                                                 Aliano (Matera), foto di @arianna.cvl 

Cominciamo questo 2021 con una bella riflessione di Carlo Levi, tratta da "Cristo si è fermato a Eboli", capolavoro della letteratura italiana, che non ha perso nulla in attualità, nel quale viene raccontato l'incontro con la cultura contadina del Mezzogiorno e della Basilicata in particolare:

“la virtù prima e antichissima di queste terre: l’ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all’ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero, che, forse, è un dio travestito.”


martedì 29 dicembre 2020

Il turismo né qui né là



Il turismo si trova ora in una fase di mezzo, “né qui né là”, tra resistenza e ripartenza.
E se prima del Covid cresceva la consapevolezza dell’impatto anche negativo generato dal turismo sull’ambiente e sulla cultura locale, in questa fase di “soglia” assieme alla voglia di partire cresce l’idea che i comportamenti futuri dei viaggiatori saranno ancora più “attenti” di quelli del passato.
Molti ritengono che non saranno premiate le destinazioni che hanno devastato ambienti naturali, o centri storici.
Ho letto da qualche parte questo commento: “Venezia è come un ristorante a cinque stelle che viene offerto come fast-food. Non dovremmo sprecare l'occasione per ricominciare da capo".
Io non avrei paragonato Venezia ad un ristorante di lusso, resta il fatto che in quel giudizio c’è del vero: non va sprecata l’occasione per ricominciare da capo. Ma meglio di prima.


martedì 22 dicembre 2020

Destinazioni viziate dal turismo incapaci di leadership

 


Non avete l’impressione che la pandemia da Covid-19 abbia messo in risalto quanto le mete tradizionali del turismo italiano abbiano perso la loro capacità di attrazione, assieme alla loro funzione "direzionale" nel sistema turistico del nostro paese?

I prossimi mesi ci diranno se questa perdita di leadership sia una parentesi, o se il problema esistesse anche prima, e il Covid non abbia fatto altro che accelerare la crisi del loro modello di sviluppo, che io chiamo dell’affollamento. 

Temo che se il crollo di arrivi e presenze nelle mete-cartolina del nostro paese dovesse essere più di una parentesi, finirebbe per aprire un solco tra le destinazioni “viziate dal turismo” (la definizione non è mia), e le destinazioni che, invece, il turismo se lo sono sempre dovuto guadagnare faticosamente giorno per giorno.

GD

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