martedì 16 maggio 2017

Non solo internet nel futuro degli Uffici informazione turistica


Certo l’accoglienza digitale è fondamentale, ma nell’offerta di uno IAT al passo coi tempi altrettanto importanti sono la possibilità di instaurare un dialogo di fiducia con un esperto, le relazioni con il territorio, le informazioni verificate... 
Dunque tutti gli strumenti che la tecnologia è in grado di offrire agli IAT sono benvenuti, e anzi di più “sono obbligatori”, assieme al fattore umano che resta al centro dell’attività di informazione e accoglienza.

Ciò non significa, però, che il modello sul quale sono stati pensati gli IAT, che risale ai primi decenni del secolo scorso, non debba cambiare. Assieme al concept e al layout, e assieme all’aggiornamento delle competenze del personale, e assieme agli strumenti di base dell'accoglienza digitale, occorre ampliare le funzioni degli Uffici Informazione e accoglienza ai turisti, nella logica di quello che io chiamo il marketing dell’accoglienza.
La vera innovazione parte da qui.
Il mese prossimo terrò un seminario su questo tema. Se vi interessa continuate a seguirmi qui.

giovedì 4 maggio 2017

Il futuro dei borghi. Il caso del Giappone


Sono appena rientrato da un viaggio di lavoro in Giappone dove mi sono incontrato con diversi amministratori di città minori, e anche di villaggi ("mura").
Ne ho visitato qualcuno e ho visto che, come mi era stato anticipato, ci sono forti somiglianze tra la situazione italiana e quella giapponese.
Nei borghi giapponesi la qualità della vita è migliore e meno cara rispetto alle grandi città; vi sono giardini attorno alle case, una gastronomia più sana, più attenzione ai prodotti tipici, la natura è più preservata e non c’è inquinamento.
Ciononostante molte delle attività tradizionali sono in piena crisi, e non parlo solo della coltivazione del riso, o del lavoro nei boschi, o di diverse forme di agricoltura; anche l'artigianato e tante piccole imprese, forse perchè poco innovative, rendono poco e continuano ad essere abbandonate. 
Ho visto anche più di una località vocata al turismo termale, in crisi.
Questa situazione continua a generare una forte emigrazione verso le grandi città e verso Tokyo in particolare.
Il risultato è che la popolazione nei borghi è sempre più anziana, ed è verso di loro che si vanno specializzando proposte e servizi.
Case vuote e piccoli negozi in crisi, seconde case utilizzate pochi giorni l'anno che creano un effetto periferia, diversi alberghi in difficoltà, centri storici poco vivaci, tutto questo convive con situazioni paesaggistiche e ambientali bellissime e di fascino, dove ristoranti di qualità, e personale gentile e accogliente riescono a fare la differenza.
Insomma un mix che ci è familiare.
Da quanto ho potuto vedere, sopravvivono meglio le produzioni e le attivita fortemente identitarie, come molti alberghi tradizionali (“Ryokan”), case del the, ristoranti di comunità, piccoli musei espressione del territorio, produzioni di the speciali...

Non mi pare che la riduzione dei comuni in Giappone, che li ha portati da oltre 3 mila a meno di 2 mila - qualcosa cioè che si cerca di fare anche nel nostro Paese - abbia cambiato lo scenario.
Come in Italia ho riscontrato un certro ritardo, e forse anche impreparazione a fare del turismo una nuova leva di sviluppo e una fonte di reddito. Così laddove lo scenario si presenta migliore si assiste ad un rischio di turisticizzazione e di folklorizzazione, cioè di perdita di autenticità.

A proposito di questo mi è parsa molto interessante la pubblicazione di un report per il quale una quota elevata di giovani giapponesi sarebbe interessata a tornare a vivere nei piccoli centri. Come si vede dalla tabella si tratta di una percentuale vicina al 50% nella fascia di età dai 20 ai 39 anni. 




Resta il fatto che il desiderio di tornare non diventa realtà, e i giovani restano a vivere in città, dove la vita costa di più, dove ci sono i problemi che sappiamo, ma ci sono anche più servizi e più opportunità.
Giancarlo Dall'Ara
Giancarlo.dallara@gmail.com

questo articolo è stato pubblicato qui:
http://www.agi.it/blog-italia/agi-china/2017/05/02/news/i_borghi_in_giappone_come_in_italia_-1733745/


venerdì 28 aprile 2017

Perché i turisti giapponesi amano Taiwan?


Nel 2016 poco meno di 2 milioni di turisti giapponesi hanno scelto Taiwan come meta delle loro vacanze. Un dato straordinario che non è spiegabile solo con la capacità di saper fare promozione turistica da parte di Taiwan.
Se i giapponesi, compresi i turisti individuali ed i giovani, amano andare in vacanza a Taiwan, questo avviene per diversi motivi: la vicinanza di Taiwan, a solo poche ore di volo, il fatto che la sua offerta complessiva sia relativamente poco costosa, e contemporaneamente il suo essere percepita come meta "lontana", un mondo a parte, ma sicuro, una Cina "diversa", anche se con le stesse origini di quella continentale.
I giapponesi che vanno nell'isola che i portoghesi chiamarono "Formosa", amano vedere palazzi costruiti durante il periodo nel quale il loro paese era potenza occupante; si tratta di costruzioni che sopravvivono e appartengono a un'epoca della quale sono rari gli esempi visibili in Giappone.
Ma c'è un altro elemento di attrattività: nel visitarla i giapponesi non provano quel senso di ansia che molti di loro provano quando viaggiano nella Cina continentale, dove prima e durante l'ultima guerra, l'occupazione giapponese ha aperto grosse ferite non del tutto rimarginate.
Direi però che c'è un aspetto importante anche nell'ottica degli operatori turistici del nostro Paese, e cioè il fatto che i giapponesi amano Taiwan perché gli abitanti di Taiwan amano i giapponesi, e la loro cultura, in particolare quella contemporanea, e questo crea un clima accogliente molto gradito, che spinge i giapponesi ad andarci, a ritornare e a parlarne bene!
Insomma le regole chiave per il successo di ogni destinazione turistica.
Giancarlo Dall'Ara
giancarlo.dallara@gmail.com

martedì 4 aprile 2017

Il Giappone da Instagram a Aqui Terme




Il seminario del 28 marzo organizzato dall'ATL Alexala ad Alessandria, è stato davvero memorabile sia per i contenuti (abbiamo parlato di Giappone e di Cina), che per gli incontri che ho avuto occasione di fare. 
Ecco di seguito una bella storia nella quale mi sono imbattuto: parla di Giappone e di Italia, è nata su instagram ma proseguirà ad Aqui Terme! Voglio condividerla con voi (prendete nota dell'invito!):
Gentilissimo Dott. Dall'Ara,
come mi aveva chiesto le scrivo brevemente questa bella storia mia e della collega stilista giapponese Rena.
Rena vive a Tokyo ha 34 anni ed é una stilista che realizza abiti raffinati con i tessuti dei kimono, soprattutto l'OBI Fabrics ossia il tessuto della cintura del kimono oppure la seta piu leggera, Kimono fabrics.
www.renajapan.comwww.instagram.com/renajapan.kimonodressEKY (Elisabetta Chiappino)Io invece sono una color fashion designer italiana e mi occupo principalmente di decorazioni e trasformazioni di scarpe e borse, e creo per privati e aziende pezzi unici o serie limitate interamente dipinte a mano.www.ekydarte.comwww.instagram.com/eky_d_arteLa nostra storia merita di essere raccontata, conosciute su instagram circa un anno fa, abbiamo avuto realizzare un progetto credo unico nel suo genere, una collezione di moda a distanza. Lei produce gli abiti a Tokyo io ricevo il campionario in italia, e realizzi la scarpa abbinata, rimandando a Tokyo una scarpa per modello in modo che suo social Rena possa mostrarle.E così, si é realizzato il nostro sogno, il 13 aprile arriverá in italia, apriremo il nostro showroom ad acqui terme, via alla bollente il 15 aprile, finalmente ci conosceremo di persona, ma é come se fossimo gemelle, la sintonia non conosce barriere spazio temporali, ne la lingua, ne la distanza, ne il fuso orario ci fermano.colgo l'occasione per invitarla e puó estendere a chi lo desidera l'invito:[Save the date] Inaugurazione EKY Showroom - OUR Fashion Collection con Renajapan - 15 Aprile 2017 ore 18.00 - Via Alla Bollente 11 - Acqui Termenelle foto: Alicia Giron (official influencer of Glamour) @aliciagiron su instagramci fa da promoter (Nata El Salvador ma vive e lavora a Milano)per lei realizzeremo il vestito da sposa.Ancora complimenti per il Suo lavoro!p.s. grazie per i bellissimi spunti che mi permetteranno di rendere ancora più speciale l'accoglienza di Rena in Italia.

mercoledì 29 marzo 2017

Il mercato turistico del Giappone, opportunità da non perdere



Nel 2016 ho ricominciato a scrivere articoli sul mercato turistico giapponese, erano diversi anni che non lo facevo, da quando il boom del turismo cinese ha catalizzato tutte le mie attenzioni.
Se l’ho fatto è stato, in primo luogo, per lo straordinario interesse che il Giappone ha mostrato al fenomeno dell’Albergo Diffuso, in particolare dopo l’uscita del libro della giornalista Natsu Shimamura, sulla vita nei borghi italiani, che dedica un capitolo al modello dell’Albergo Diffuso.
In secondo luogo sono stato spinto da una novità: lo sviluppo del turismo outbound: l’aumento del turismo giapponese verso l’estero, che ho seguito lungo tutto il 2016, e che è stato ufficialmente confermato dai dati pubblicati a fine anno (+900 mila turisti andati all’estero rispetto al 2015).
L’ottimismo con il quale ho ripreso ad occuparmi di Giappone è stato nuovamente confermato dai primi dati resi noti per questo 2017, che mostrano anch’essi il segno “+”.
Di tutto questo ho parlato il 28 marzo ad un seminario organizzato ad Alessandria dall’ATL Alexala, dove ho incoraggiato gli operatori presenti, sostenendo che oggi l’offerta legata a destinazioni meno note a livello internazionale ha qualche carta in più da giocare: la novità, il sapore della scoperta, il fascino dell’Italia autentica…
Nell’occasione ho cercato di raccomandare agli operatori di pensare a proposte in grado di offrire l’atmosfera italiana a tutto tondo, nella gastronomia, nelle visite ai luoghi culturali, anche ai piccoli musei, nelle passeggiate…, senza timori reverenziali nei confronti di destinazioni concorrenti più famose. Perché è questo che cercano i turisti giapponesi che verranno in Italia nel 2017.
Un mercato destagionalizzato come quello giapponese, se affrontato senza pregiudizi, e liberi da schemi omologanti e standardizzati, può tornare a dare soddisfazioni, soprattutto all’Italia che è rimasta più ancorata alle sue radici, e che è riuscita a preservare il suo patrimonio storico-culturale oltre che paesaggistico. Un bene prezioso, che conta moltissimi estimatori in Giappone e che può dare risultati, soprattutto se gli operatori riusciranno a presentarlo con proposte di qualità, e con entusiasmo.
Giancarlo Dall’Ara


Giornata Nazionale Piccoli Musei: siamo arrivati a 100




Sono 100 i piccoli musei che hanno aderito alla Giornata Nazionale dei Piccoli Musei del 18 giugno, e che quindi accoglieranno i visitatori con un dono realizzato per l'occasione!
Il nostro obiettivo di arrivare a 200 musei è dunque più vicino.
Se volete vederli li trovate tutti online nella home page del sito www.piccolimusei.com il 6 aprile a Bologna presenteremo l'immagine dell'evento.

Nell'immagine il piccolo museo della Bora di Trieste in una tv giapponese

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