giovedì 2 agosto 2018

I mercati asiatici - News



Turismo cinese all’estero
115 milioni nel 2014,
133 milioni nel 2015,
137 milioni nel 2016,
145 milioni nel 2017,
e la stima per l’anno in corso è di 156 milioni di viaggi di cinesi all’estero

A Bologna, il turismo cinese fa registrare un aumento del 26%.
in Francia: arrivi internazionali (prenotazioni aeree) +8,6%. In particolare +19,7% dalla Cina, +13,5% dagli USA, e +13,3% dal Giappone
in Gran Bretagna incremento record del 29% dei turisti cinesi
Metà dei turisti che visitano Venezia è extra Ue: gli orientali sono quelli che spendono di più. Chiedono servizi esclusivi, customer experience, e innovazione tecnologica.

Se ti interessano i mercati asiatici ecco i blog da seguire:
Indonesia http://accoglienzaturistica.blogspot.it/2018/01/dove-vanno-in-vacanza-gli-indonesiani.html
Corea In questo 2018 le cose non sembrano andare troppo bene per il turismo outbound della Corea del sud con meta l'Europa. Le previsioni a medio/lungo termine sono comunque molto positive. Ecco una infografica che delinea il profilo del consumatore medio Sudcoreano http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2016/03/30/2016033001479.html

Occhio alle Filippine
L’economia delle Filippine è tra quelle che registrano una delle crescite più rapide (+6,8% nell’ultimo trimestre), e anche le previsioni per i prossimi anni sono positive e stimano una crescita tra il 7% e l’8%.
Ma il dato più interessante è che cresce il numero dei viaggi all’estero degli abitanti delle Filippine, che dovrebbe presto arrivare a quota 4 milioni.
Immagine in alto: le mete asiatiche dominano la top ten delle destinazioni internazionali (GlobalData)


domenica 22 luglio 2018

In Italia si parla italiano ma si pensa in inglese



Uno dei problemi del turismo in Italia è che si parla in italiano, ma si pensa in inglese, così le persone vengono considerate “target-group”, i borghi diventano "villages" (cioè diventano uguali a quelli che si trovano ovunque nel mondo), l'ospitalità diventa “B&B”, l’accoglienza si riduce a “standard di qualità”, la comunicazione: “advertising”...

martedì 26 giugno 2018

La “santa” alleanza a favore del turismo come privilegio per pochi



Per chi come me ha vissuto gli anni nei quali c’era chi “lottava” per il diritto alle vacanze (allora privilegio di pochi), vedere che oggi ci si mobilita contro il turismo, fa un certo effetto.
Alla fine degli anni ’70 molto meno del 25% degli italiani poteva permettersi il “lusso” di andare in vacanza; erano anni nei quali si faceva pressione affinchè movimenti e partiti aggiungessero nei loro programmi il tema della democratizzazione delle vacanze, fino ad allora privilegio per pochi.
Oggi lo scenario è completamente cambiato: lottano contro il turismo non solo i residenti messi a dura prova dal suo sviluppo incontrollato, e del quale subiscono tutti gli effetti negativi, ma quelle stesse Istituzioni che lo hanno stimolato, che hanno cercato di incentivarlo e promuoverlo per decenni, senza mai porsi il problema di governarlo, e che oggi continuano a promuoverlo e incentivarlo con una mano, mentre con l’altra cercano di bloccarlo. Guardate gli eventi in programma nelle città d’arte famose, per attirare turisti, e contemporaneamente le azioni messe in atto per bloccarli.
Una situazione schizofrenica. Non trovo altre parole per definire la nascita di una “santa alleanza”contro il turismo composta dalle città che più lo hanno foraggiato e che ancora oggi più lo promuovono.
In realtà non è del tutto esatto dire che c’è una lotta contro il turismo: c’è una lotta contro il turismo di chi non è ricco, di chi non ha una forte capacità di spesa.

E così il circolo si chiude: in assenza di una politica di governance del turismo, la lotta in difesa del turismo come privilegio per pochi rischia di vincere un’altra volta.

14 European cities, located mostly in Spain, have created a European network against mass tourism
The anti-tourism movement that rejects mass tourism is weaving a network to coordinate their actions and to condemn the excesses of activity in the cities.
Different organizations located in Barcelona, Venice, Malta, Málaga, Valencia, Palma and Lisbon, among other locations, have created the ‘SETNet’ network to put pressure on public administrations to change their tourism policies, as pointed out in their public statement.

sabato 2 giugno 2018

Le vacanze estive di Europei, Americani e Asiatici



Hors d’Europe, la France est perçue comme le pays le plus romantique(par les Américains, les Brésiliens et les Asiatiques), mais au sein de l’Europe, c’est l’Italie qui détient ce titre de la nation la plus romantique.
L’Italie est également considérée comme le pays avec l’héritage le plus notable par les Européens et les Américains (le plus riche culturellement, avec la meilleure nourriture et le plus historique), alors que les vacanciers des trois autres pays (Brésiliens, Indiens et Chinois) propulsent leur propre pays en tête pour ces critères.

https://www.slideshare.net/IpsosFrance/les-vacances-dt-pour-les-europens-les-amricains-et-les-asiatiques

lunedì 14 maggio 2018

Le città d’arte hanno un problema: le Istituzioni non sono in grado di governarle



Qualche giorno fa ho letto una interessante intervista a Philippe Daverio, che affronta la questione dell'"Overtourism" con parole chiare e condivisibili. Riferendosi a Venezia, ma non solo, dice con chiarezza che le città devono essere governate "La prima cosa che si chiede a un sindaco è di governare. Dovrebbe stimolare la curiosità dei turisti". 
Purtroppo, come tutti possiamo vedere, molte città non hanno un progetto turistico, al massimo hanno un report delle Università locali, e un pieghevole di buone maniere distribuito dagli uffici informazione. E ovviamente non sanno gestire o governare il turismo, perché, come sostengo da tempo, sanno fare solo promozione turistica ed eventi per attirare turisti.

Ecco qualche frase estrapolata dall'intervista:
Il numero chiuso «E' la dichiarazione di fallimento di un'intelligenza amministrativa. Alla fine del `400 in Europa c'erano 5 città con più di 100mila abitanti: Parigi, Istanbul, Milano, Venezia e Napoli. Venezia a quei tempi aveva un passaggio di 400mila persone, e oggi non riesce a reggere 40mila turisti? Venezia avrebbe bisogno non di un sindaco ma di un doge. La città deve trovare degli abitanti. (…) La città non ha un progetto, ha invece un anti progetto: fuori da piedi tutti i turisti, ma poi i gondolieri chi portano a spasso?» La questione non riguarda però solo Venezia, ma tutte le città d'arte. «Hanno tutte lo stesso problema: i sindaci non sono in grado di governare la realtà. Venezia ha 30 milioni di turisti all'anno. Le sembrano tanti? Il Louvre, da solo, ne ha 11 milioni, e anche lì i turisti mangiano baguette e fanno la pipì. Venezia non è in grado di governare un flusso pari a tre volte quello del Louvre? Allora chiediamo al direttore del museo francese di venire a fare il sindaco a Venezia».

Una sola nota a quanto affermato di Daverio. Secondo quanto scrive il giornalista che lo ha intervistato, Daverio avrebbe anche detto “Il turista è un gregge che va dove lo porta il vento”.
Non posso escludere che in qualche caso questo possa essere vero, ma francamente una generalizzazione di questo genere è inaccettabile, frutto di quel pensiero razzista che avvolge i turisti, ormai da troppo tempo. Un pensiero amato da quelli che "vorrebbero andarci solo loro, in vacanza". Immagino sia solo una ipersemplificazione, non troppo ben riuscita.

Tratto da:
QN 10 maggio 2018 Daverio e l'arte per tutti «Non chiudete le città» di Piero Degli Antoni



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