Accoglienza Turistica
lunedì 20 maggio 2013
Obbligatorio fotografare. Una case history controtendenza
Gentilissimo Prof.,
le invio una fotografia scattata in occasione di un evento che come IAT "Colli Bolognesi" abbiamo sostenuto insieme ad APT Emilia Romagna, Consorzio della Chiusa e del Canale del Reno e al Comune di Casalecchio.
Come IAT abbiamo promosso l'apertura straordinaria della Chiusa di Casalecchio, la più antica opera idraulica d'Europa ancora pienamente funzionante, in occasione del primo contest fotografico su Instagram promosso da APT Emilia Romagna. Un esperienza quella della "gita fotografica" che ha avuto inizio proprio con questa giornata a Casalecchio, e che tuttora si ripete nei principali punti d'interesse regionali.
Per l'occasione ho utilizzato, spero nel modo più opportuno possibile, alcuni principi e spunti che ci ha illustrato nel corso delle lezioni in Provincia a Bologna.
Considerato l'evento e la concomitanza con il concorso fotografico avevo realizzato dei cartelli all'ingresso con la scritta "Obbligatorio fotografare" e li ho affissi all'ingresso e a metà percorso.
Ho notato la grande curiosità e i commenti che questo cartello ha suscitato nel pubblico, che ci ha "premiato" regalandoci un centinaio di immagini raffiguranti la Chiusa di Casalecchio. Tutte le fotografie sono state quindi condivise su Instagram e sui principali social network, creando una promozione spontanea e gratuita, e che come IAT abbiamo cercato di valorizzare condividendo foto e commenti dei partecipanti.
Nella fotografia può trovare inoltre un cartello in cui si illustrano le modalità per condividere le fotografie e partecipare al concorso, e nell'ultimo cartello viene promossa l'APP "FuoriBologna" che abbiamo realizzato come Strada dei Vini e dei Sapori.
La ringraziarlo nuovamente per tutto quello che ci ha trasmesso e per l'impegno nel sostegno delle attività dei tanto bistrattati IAT.
Un caro saluto.
Andrea Scagliarini - Ufficio IAT Colli Bolognesi
martedì 14 maggio 2013
Quale futuro attende gli uffici informazione turistica?
Ho appena letto che in uno IAT - non ha alcuna importanza la città, perchè si tratta di una storia simile a tante altre di questi mesi - in uno IAT dicevo, il personale è passato "da 40 a 12 ore lavorative settimanali, annullando anzianità, quattordicesima e per uno stipendio mensile di 300 Euro".
Cito: "Il tutto senza tenere conto che alcune di esse hanno svolto questo lavoro per 11 anni e più, acquisendo una competenza ed una preparazione che adesso rischia di andare persa".
L'articolo denuncia che "un luogo di promozione turistica e prenotazione servizi turistici è stato trasformato in un distributore di mappe e fogli di carta, con vendita di gadget turistici come in qualsiasi cartoleria".
Come sapete, se seguite questo Blog, o se siete del settore, questo è il destino degli uffici informazione turistica nel nostro Paese.
Ma ciò non accade per caso. Il fatto è che sino ad oggi gli IAT sono stati concepiti come un costo, e non come uno strumento di promozione, di marketing, in grado di sviluppare arrivi e presenze. Insomma di produrre risultati importanti per l'economia di un territorio.
E fino a quando lo IAT resterà un costo, situazioni come queste saranno sempre di più.
Se continuerà la situazione di crisi, e se non si penserà ad un diverso modello gestionale, ad esempio nei termini che io suggerisco da tempo, l'accoglienza istituzionalizzata rischierà di scomparire.
E la responsabilità non è solo degli Assessorati, è anche di quei sindacati che non sono in grado di proporre soluzioni fattibili, e di quei dipendenti che non si aggiornano, che non credono più nell'importanza del loro lavoro, e che non lo affrontano con le competenze necessarie nel 2013.
Non accuso tutti gli Assessorati, nè tutti i Sindacati, nè - ci mancherebbe! - tutti i dipendenti, ma quelli che pretendono di continuare a comportarsi come 30 anni fa.
La via d'uscita c'è, e non è quella della chiusura degli Iat, o del loro ridimensionamento.
Tutti i territori del nostro Paese hanno bisogno di una funzione di accoglienza, che sappia fare marketing, che sappia stare sul web, e funga da progettista di viaggio dei potenziali turisti e dei visitatori, un consulente autorevole e competente. Non di un'edicola gratuita di opuscoli pubblicitari. Ma neanche di uffici temporanei con personale sottopagato.
domenica 12 maggio 2013
I turisti sono i primi residenti: un breve dibattito su Twitter
Provo a riassumere: Filippo Petti informa che un bus gratuito mette in rete i musei di Napoli, ma viaggia vuoto.
Gli rispondo: l'avevamo detto in tutti i modi che i primi turisti (il target n. 1) sono i residenti!
Petti ribadisce: lo diremo più chiaramente!
Interviene Fabrizio @svoltarock che propone: che bello se la frase diventasse così: i turisti sono i primi residenti.
Altri ancora sono stati gli interventi.
Provo a rilanciare: una destinazione è davvero accogliente quando i turisti sono i "primi residenti"!
giovedì 9 maggio 2013
Il turismo si occupa di persone non di merci
"I turisti di oggi hanno quasi sempre alle spalle altre esperienze di viaggi, per cui si dimostrano clienti alquanto sofisticati: sanno dove vogliono andare, come ci vogliono arrivare e cosa vogliono fare una volta a destinazione. Gli agenti di viaggio non riescono più a intruppare mandrie di turisti elettrizzati su charter, farle scorazzare in pullman a destra e a manca indirizzandole in questo o in quel ristorante. Il quadretto della famigliola davanti al pullman turistico è ormai fuori moda"
John Naisbitt Il paradosso globale, Franco Angeli Milano 1996
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giovedì 2 maggio 2013
E' ancora emergenza accoglienza
Lo scorso anno ho documentato diversi casi di “non accoglienza” avvenuti nel nostro Paese, e concentrati prevalentemente in agosto. Ho segnalato in questo blog, e in diversi convegni, Uffici Iat in vacanza nel periodo di ferragosto, Rocche chiuse, per non dire di alberghi, musei e di situazioni prive dei fondamentali per accogliere.
Quei casi erano solo la punta di un iceberg ben più rilevante che mina la nostra credibilità e il nostro posizionamento di eccellenza sul versante “Accoglienza”.
Ho parlato di "Emergenza Accoglienza" e di "Istituzioni che dimostrano di non essere all’altezza dei problemi.
Purtroppo gli episodi sono continuati, fino al caso clamoroso dell’aeroporto di Olbia chiuso a Natale.
In questo 2013 il panorama continua a non essere affatto tranquillizzante. Ecco alcune notizie apparse sulla stampa: il Sindaco di Savona annuncia di togliere i servizi informazione ai croceristi, la reggia di Caserta (il Palazzo Reale più grande d’Europa) chiuso tutti i martedì e nei giorni di festività più importanti, il ristorante con un menù “scaccia clienti” (segnalato da Roberta Milano), fino ai casi di turisti presi a pallonate e al caso clamoroso di Serino in Irpinia, dove sono stati abbattuti degli alberi che sono stati lasciati in mezzo alla strada per impedire l'accesso ai turisti (v. foto), e dove in precedenza erano stati messi chiodi a tre punte per evitare che i turisti potessero andare in certi locali, anziché in altri.
Insomma c'è ancora molto da fare per promuovere una accoglienza degna della nostra cultura di ospitalità.
Per questo ho deciso di cominciare a raccogliere tutto, qui: http://storify.com/giancarlodallar/e-ancora-emergenza-accoglienza
e vi chiedo di darmi una mano, sperando serva a disincentivare altri casi.
Grazie per la segnalazione a Francesco Cataldo
domenica 28 aprile 2013
Un altro progetto di informazione diffusa diventa realtá
Sono davvero molto contento di poter segnalare un nuovo progetto di informazione diffusa che sta diventando realtà. Se seguite questo blog o se mi avete sentito nei miei seminari sapete che suggerisco da qualche anno questa formula, che ho letto essere diventata realtá anche a Treviso.
Ecco la notizia: Si chiama “Welcome Tourist” l'iniziativa varata da Comune, Provincia e Ascom Confcommercio, per trasformare alcuni negozi del centro in altrettanti punti di accoglienza per i visitatori, stranieri ma non solo della città. Entrando in questi esercizi commerciali, riconoscibili da un apposito logo in vetrina, i forestieri potranno ricevere indicazioni su luoghi, monumenti, eventi in programma nel capoluogo della Marca. Verrà loro fornita, gratuitamente, una cartina della città e, se necessario, verranno indirizzati verso l'ufficio turistico Iat della stazione ferroviaria.
Nei negozi, i turisti troveranno personale che parlerà almeno l'inglese e che ha seguito uno specifico corso di formazione. Finora sono stati selezionati quattordici negozi.
martedì 23 aprile 2013
Promuovere i beni del territorio: un problema culturale prima che economico
Credo che in questi giorni di #invasionidigitali ci siamo dovuti un po' tutti confrontare con uno degli ostacoli principali, tra quelli che hanno impedito al nostro Paese di valorizzare appieno i suoi tesori: l'idea cioè, particolarmente diffusa tra gli Amministratori (ma anche tra molti residenti), che un sito archeologico o un monumento ancora da restaurare, un palazzo nobiliare disabitato, un monastero antico, una chiesina rurale, una torre... siano un peso! Un peso economico, progettuale, gestionale, burocratico.... insomma un problema!
Tutto questo è la conferma di una evidente impreparazione da parte di certe Istituzioni, che pensano che per valorizzare un bene culturale sia obbligatorio avere risorse gigantesche, perchè non credono nel volontariato, non hanno progettualità degne di questo nome, non credono in quello che si può fare oggi col web, non credono nel marketing dell'accoglienza e più in generale purtroppo non credono a sufficienza nel turismo e nel territorio.
Penso proprio che l'esempio delle #Invasionidigitali aiuterà tutti noi a far capire che occorre cambiare registro.
E vorrei chiudere con una citazione dalla tesi di Pasquale Stroia: "Spesso, vivendo in un posto, si è abituati tranquillamente a passeggiare di fianco a mura medievali, ad andare a Messa la domenica in una chiesa romanica - magari ricca di dipinti appartenenti a varie epoche - a pronunciare vocaboli dialettali provenienti da chissà quale radice, a riproporre tradizioni culinarie tramandateci da generazioni, ad affacciarsi alla finestra e avere di fronte, ad un palmo dal naso, un antico maniero. Gli esempi potrebbero continuare per molto, ma bastano a comprendere quanto quest’Italia sia ricca e viva di risorse esclusive. Si è talmente assuefatti dalla ricchezza che ci circonda che talvolta si corre il rischio di giungere, nei casi estremi, a forme di disprezzo verso le risorse presenti nei territori, perché vissuti come un peso morto specialmente dalle amministrazioni locali. In moltissime località, quindi, prima di poter avviare qualsiasi progetto di valorizzazione e sviluppo turistico, è necessario (ri)costruire quella consapevolezza perduta o mai esistita. Non conoscere il territorio in cui si abita, vuol dire ucciderlo quotidianamente. Se i residenti non amano il posto in cui si vive, quel posto sembrerà falso".
Il testo di Pasquale Stroia è ripreso dalla sua tesi di Laurea (a proposito, complimenti!) “Tra marketing, persone e web Costruire Turismo in piccoli territori” Università degli Studi di Firenze. A.A. 2012 – 2013. pasqualestroia@gmail.com
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