mercoledì 24 ottobre 2018

Il bar italiano è un luogo di conversazione



Il bar in Italia se non scimmiotta “i caffè internazionali”, o quelli degli autogrill, è un luogo anomalo - rispetto agli standard esteri - e creativo, che da sempre attira l’interesse degli scrittori e degli intellettuali. Il bar o il caffè non è solo un luogo di svago, ma è anche un luogo di apprendimento, e per alcuni una vera e propria scuola di vita, dove si possono ascoltare le storie e le avventure degli “avventori”, è una palestra di retorica. Leggendo i testi di storia del viaggio si vede che i bar sono spesso considerati punti di riferimento della vita culturale dei luoghi, veri e propri santuari per i nuovi venuti, tappe d’obbligo per i forestieri. Ma così è ancora oggi, soprattutto nei piccoli paesi dove un bar è il luogo di ritrovo della comunità, un punto di riferimento spesso ineludibile.
Se i bar restano luoghi di conversazione e di “consolazione” per gli avventori, possono dare un grande contributo all’accoglienza di un territorio.
Ripropongo queste righe che ho postato nel 2012, perché mi pare siano ancora di attualità.
GD

sabato 6 ottobre 2018

Artigiani accoglienti



Desidero ringraziare Confartigianato per l'invito alla Convention del Mezzogiorno. Per me è stata una esperienza esaltante non solo per i temi affrontati e per i progetti che ho, e anzi abbiamo, presentato ieri, ma soprattutto per l'intensità delle relazioni umane e professionali, e per le esperienze che ho potuto fare. Un ringraziamento particolare a quanti hanno a loro volta accettato il mio invito ad essere presenti e hanno contribuito a rendere stimolante la partecipazione di tante persone venute da tutta Italia.


venerdì 7 settembre 2018

Quale futuro per i borghi?



I borghi non sono tutti uguali! 
E la loro trasformazione in villaggi turistici, o in musei non è né l’unica opzione, né la migliore, almeno se si ha a cuore la storia e la cultura del nostro paese.  
Per rigenerare i borghi e ridurre il rischio spopolamento, che non è un destino inevitabile, si può intervenire sulle loro peculiarità, il loro posizionamento e anche la loro identità, metterla a fuoco meglio e in parte adattarla in vista di un futuro possibile. 
In assenza di un pensiero italiano dello sviluppo turistico, e di una visione turistica coerente, che ancora non si vede, tutto si è sviluppato in un modo spontaneo o verticistico, e senza condivisione, e ci troviamo di fronte a borghi in via di spopolamento o disabitati, a borghi che assomigliano alle periferie anni ’70, a borghi dormitorio, borghi in rovina in attesa di essere riscoperti come parco archeologico..., ma fortunatamente anche a tanti borghi vivi.
Su questi ultimi i progetti di Albergo Diffuso hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo straordinario, e non solo in Italia. Ma se leggete la stampa vedrete che soprattutto da parte di alcune Regioni e di molti Comuni si continua a chiamare Albergo diffuso una semplice rete di case vuote, qualcosa che non ha nessuna caratteristicha alberghiera, e che non può avere un ruolo importante di rigenerazione e di contributo allo sviluppo sostenibile dei borghi.
Aiutateci a valorizzare e difendere il modello dell’albergo diffuso.
www.alberghidiffusi.it 

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