martedì 7 luglio 2020

An Opportunity to Promote Sustainable Tourism


RisiAlbania organized a Webinar on ‘Tourism after COVID19: An Opportunity to Promote Sustainable Tourism’
On 14th May 2020, RisiAlbania hosted a Webinar where guest speakers Prof. Giancarlo Dall’Ara, President of Alberghi Difussi Association, and Dr. Brunilda Liçaj from ‘Aleksandër Moisiu’ University of Durrës, presented strategies for the Albanian tourism sector to cope with COVID-19.
Prof. Dall’Ara gave an overview of the tourism sector in Italy: it contributes 12-13% to the country’s GDP and has created 4 million jobs. Given COVID-19 restrictions and the effect the pandemic has had on tourism patterns, 50% of Italian tourists will choose to go on holidays within short driving distances. As the Professor explained, “in order to make villages and small destinations attractive, public and private actors need to collaborate to organize a credible offer”.
https://www.risialbania.al/risialbania-organized-a-webinar-on-tourism-after-covid19-an-opportunity-to-promote-sustainable-tourism/?lang=en

venerdì 26 giugno 2020

Immagini dalla Fase 2




40% des appartements touristiques de Madrid et Barcelone sont passés à la location traditionnelle, la location touristique est passée à la traditionnelle dans les grandes villes.


 VIDEC has launched the Safe Travel Barometer, an interactive dashboard that charts the Covid-19 health and safety initiatives of over 100 travel companies worldwide as part of efforts to restore consumer confidence.


Mappa interattiva continuamente aggiornata da IATA sulle disposizioni e le limitazioni in materia di viaggio nei singoli paesi




Flash mob delle guide turistiche sul New York Times 10 giugno 2020


Travel Safety Barometer

App percorso per clienti degli hotel senza contatti









mercoledì 3 giugno 2020

Il terzo Scenario

                                          (immagine Corriere della Sera 3 giugno 2020)


Una volta trovata la cura e diminuito il timore del Covid-19 il turismo potrebbe tornare lentamente quello di prima, pregi, e temo anche difetti. Molti segnali spingono a pensare che, in assenza di Istituzioni in grado di governare lo sviluppo turistico, il futuro verso il quale ci stiamo dirigendo riporterà alla ribalta anche i grandi temi ambientali ed i costi relativi. 

E allora sarebbe proprio questo il momento di ripensare allo sviluppo turistico per evitare alcuni dei problemi con i quali abbiamo già convissuto (Overtourism, antiturismo, costi ambientali,…).
L’impatto negativo che può generare il turismo dei grandi numeri, quando non è programmato né gestito – e non mi riferisco solo all’impatto ambientale ma anche a quello sociale – va evitato costruendo già ora le premesse, i fondamentali, per scenari nuovi, diversi e sostenibili.
Strumento necessario è una regia, che parta dall’idea che il turismo è un sistema nel quale il ruolo di ogni soggetto è connesso agli altri: le agenzie di viaggio, gli alberghi, gli iat, i portali, le guide, i ristoranti, i servizi sulla spiaggia, gli impianti,… non possono vivere gli uni senza gli altri. 

Questo significa che una netta separazione delle funzioni, con da un lato chi si occupa solo di promozione, e dall’altro lato i soggetti che si occupano del resto, non ha più senso. E che non ha più senso considerare la promozione turistica come l’asse attorno al quale ruota l’intero sistema turistico.
GD

giovedì 28 maggio 2020

Gli Italiani che non andranno in vacanza saranno più della metà


A non partire per le ferie sarà più di un italiano su due (55,2%) ovvero, in totale, oltre 24 milioni di individui. Il dato, emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta.Oltre 6,9 milioni di italiani hanno dichiarato che questa estate non si muoveranno da casa proprio per la paura di essere contagiati. Nel 43,7% dei casi, corrispondenti a quasi 10,6 milioni di italiani, non si partirà perché non se lo può permettere, la percentuale sale al 51,3% nelle famiglie composte da tre persone. Nel 42,3% dei casi (10,2 milioni di italiani) si rimarrà a casa propria perché scoraggiati dalle nuove regole imposte con i DPCM; il valore cresce al 46,5% tra i rispondenti che abitano al Sud e nelle Isole. Come detto oltre 6,9 milioni di individui (28,7% del campione), hanno detto esplicitamente di rinunciare alle vacanze per la paura di essere contagiati; ad averlo ammesso sono soprattutto i residenti al Sud e nelle Isole (37,6%).Elemento da non sottovalutare è che quasi 1,5 milioni di italiani (6,1%) quest’anno rimarrà a casa perché, essendo stati messi in ferie forzate durante il lockdown, non hanno più giornate per le vacanze vere.
https://travelnostop.com/news/dati-e-statistiche/quasi-7-mln-di-italiani-rinunceranno-alle-vacanze-per-paura-di-essere-contagiati_492907

Se il tema è di vostro interesse ecco una ricerca pubblicata il 3 giugno I viaggi saranno brevi, anzi brevissimi, massimo tre giorni. E un italiano su cinque pensa che non farà vacanze quest'anno.
Sale anche la scelta della destinazione mare per il 49% di chi farà vacanza - siamo ancora sotto il 61% del 2019 - mentre "prende quota" l'attrattività delle mete montane, probabilmente percepite come spazi aperti e quindi più sicuri: il 23% contro il 18% di maggio 2019.
Effetto contrario per le città d'arte, stabili da aprile al 17% delle preferenze degli intervistati e 9 punti sotto la rilevazione di maggio dello scorso anno. Solo il 15% degli intervistati visiterà musei, monumenti e mostre in vacanza, contro il 37% dello scorso anno.
https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/notizie/evasioni/2020/06/02/ansa-brevi-e-sui-monti-le-vacanze-dellestate-del-covid_bc9b13c2-7b07-47db-80ff-fdf81bce5e9a.html

domenica 17 maggio 2020

Tre domande sul turismo



1) Dal suo punto di vista come vede la situazione turistica in Italia quest'anno e per il prossimo anno?
Al momento io ipotizzo tre Scenari: dopo un primo scenario nel quale è il timore del virus a condizionare le scelte dei viaggiatori (che saranno di meno, andranno più vicino, possibilmente in auto, per soggiorni più brevi …), e dopo uno scenario nel quale più che a viaggiare le persone penseranno a fuggire (in luoghi familiari o verso destinazioni che si sono “salvate” dal virus, o che lo hanno saputo gestire al meglio), si aprirà lentamente un terzo scenario che potrebbe essere simile a quello che abbiamo vissuto solo fino a pochi mesi fa; “simile”, ma non uguale. Ci troveremo cioè di fronte ai pregi ed ai difetti dello sviluppo turistico - che in Italia è storicamente senza regia e abbandonato a se stesso -, ma ci saranno meno persone in viaggio e soprattutto i viaggiatori avranno nuove sensibilità frutto della situazione attuale.


2) Leggendo,spesso, suoi articoli sul turismo cinese ci potrebbe dire come stanno ripartendo? Che tipo di strategie stanno attuando e se è possibile attuarle anche in Italia?
In Cina naturalmente la situazione è molto diversa, ma non è detto che alcune scelte che stanno premiando la ripresa del turismo cinese in quest’ultimo mese, non possano essere riprese in parte anche da noi.
Intanto va detto che in un mese, dal 4 aprile al 5 maggio sono andati in vacanza poco meno di 160 milioni di cinesi. I viaggi sono stati tutti all’interno delle province di residenza (mediamente si calcola che ogni viaggio sia stato fatto verso mete distanti poco più di 130 km), e prevalentemente in auto. Hanno però viaggiato circa la metà di quanti avevano fatto vacanze in questo periodo nel 2019. Il Governo ha suggerito una soglia massima di accesso nelle attrazioni pari al 30% della capacità di carico ordinaria. Per garantire questa soglia sono state imposte prenotazioni antcipate, e poi naturalmente file all’ingresso distanziate, controlli sulla temperatura e lo stato di salute, e mascherina obbligatoria. I primi consuntivi delle festività legate al primo maggio segnalano che la maggior parte dei viaggiatori è mediamente più giovane degli anni passati, i gruppi sono molto più piccoli (3/6 persone) e c’è una forte richiesta di sicurezza e di qualità. Segnalo che la Città proibita di Pechino che ordinariamente vede 80 mila visitatori al giorno, ha deciso di non farne entrare più di 5 mila. Queste scelte sembrano aver funzionato e da pochi giorni ha aperto anche il parco Disney di Shangai adottando una soglia di accesso che per le prime settimane sarà inferiore al 30%.

3) La seguiamo spesso e condividiamo molte volte i suoi post e vediamo che parla spesso di Borghi Italiani con delle ottime analisi di mercato. Che cosa vorrebbe suggerire a chi ancora punta solo sulla costa e non sul collegamento con l'entroterra?I borghi in Italia sono sia sul mare che nell’entroterra. Il mio ragionamento riguarda tutti i borghi, un fenomeno cioè che potenzialmete si riferisce a oltre 20 mila realtà di piccola dimensione, su tutto il territorio nazionale. Nello specifico dei borghi dell’entroterra suggerisco di lavorare assieme pubblico e privato per creare una proposta compiuta, altrimenti sarà inevitabile avere solo escursionisti. Una proposta compiuta, necessaria se si vogliono soggiorni, nasce se si lavora assieme e si investe assieme! La netta separazione pubblico/privato del passato è oggi un grande limite. Bisogna entrare in una logica per la quale il turismo è un Sistema, non un’industria a compartimenti stagni. Ci si salva tutti assieme: guide turistiche, artigiani, ristoratori, alberghi, uffici informazione, cantine…, e piccoli musei. Dunque bisogna lavorare assieme, creare reti vere, non semplici sommatorie come vedo fare ora. E ripeto occorre puntare sul prodotto, uscendo da questa “specie di malattia” nella quale siamo caduti, per la quale il turismo è solo comunicazione. E’ il prodotto la componente più importante dell’immagine.


Intervista a Giancarlo Dall'Ara apparsa sul Blog "Marche Craft


domenica 19 aprile 2020

Cinque falsi miti sui borghi


Nello scenario che stiamo vivendo si è aperta una prospettiva importante per lo sviluppo dei borghi, ma nelle riflessioni che si leggono il tema viene affrontato con gli stessi criteri e gli stessi paradigmi del passato (quelli stessi che si userebbero per parlare delle altre destinazioni turistiche). Questo dipende anche da alcuni luoghi comuni sul tema dei borghi che vorrei, per quello che posso, chiarire

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