lunedì 16 gennaio 2012

Una guida accogliente

Scrive Rici '86:
Sono quasi sette anni che lavoro come guida turistica.
Adoro il mio lavoro, lo svolgo al meglio delle mie possibilità e con tutta la passione che mi anima.
Ho imparato tanto su questa professione e tanto ho ancora da imparare, sia dai miei colleghi sia dai visitatori, che spesso possono insegnare davvero tanto e far capire a una guida come veramente lavora, quanto bene e quanto male.
Amo il luogo in cui lavoro, lo sento parte di me, mi piace prendermene cura e farlo apprezzare anche agli altri.
Spero di essere riuscita a trasmettere tutto questo ai visitatori che a migliaia ho accompagnato al Castello Dal Verme.
Già ho scritto riguardo al mio lavoro, a quante soddisfazioni mi dia ogni giorno di più, a quante emozioni mi trasmetta, a come mi piace svolgerlo. Non me la sento di giudicare se lo svolgo bene oppure male, cerco soltanto di fare del mio meglio.
Però ho notato che ci sono momenti in cui tutto è praticamente perfetto, in cui si crea una sintonia speciale tra guida turistica e gruppo in visita per cui lo scambio diventa bilaterale e la soddisfazione è per entrambe le parti; invece in altri momenti - vuoi per incapacità della guida di cogliere i segnali del suo pubblico, vuoi per incapacità di comportarsi dei turisti - non solo non si crea un feeling utile a realizzare una buona visita, ma addirittura nascono problemi.
(...)
Ogni suggerimento o critica è ben accetto!

1 commento:

  1. Grazie mille di aver condiviso il mio pensiero, è un onore :)

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