giovedì 19 gennaio 2012

Veneto: Uffici turismo condannati?


Da diversi anni ci sentiamo impegnati a promuovere la cultura dell'Accoglienza nel nostro Paese, e a dimostrare che essere accoglienti è la modalità di fare promozione più efficace e meno costosa. Da tempo sosteniamo che l'accoglienza - non la promozione - è il vero punto di forza del nostro Paese e che il ruolo degli Uffici Informazione è strategico. Ma purtroppo c'è chi non la pensa così se è vero quanto si legge oggi su Il Giornale di Vicenza che titola "Uffici turismo condannati" e scrive: "Il destino appare segnato: uffici chiusi come i rubinetti della Regione che ha deciso di azzerare i contributi erogati alla Province per la gestione degli Uffici turistici. La voce è stata cancellata dal bilancio di previsione presentato dalla Giunta". Naturalmente speriamo che le cose non stiano così, e che la "voce" a bilancio non sia stata cancellata, ma solo dimenticata. Resta comunque evidente che gli Uffici Informazione hanno ancora molto da fare per riuscire a far capire ai decisori che senza di loro il sistema di accoglienza perde il punto di riferimento.

3 commenti:

  1. Non vengono stanziati soldi per gli Uffici Turistici del Veneto ma si continuano ad acquisire inutili spazi alla BIT di Milano (600 mq.) a programmare improbabili azioni di promozione turistica in Brasile e in Ucraina.... in questo Paese e in questa Regione c'è ancora molto da fare per invertire la rotta.....

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  2. Io penso che queste sono le classiche scelte fatte in politica, senza aver prima studiato il caso in questione.
    Anche io credo che l'accoglienza è una fase essenziale nel movimento turistico di ogni singola città, regione ma poco considerata.
    Mi auguro che questi sbagli verranno presto recuperati!

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  3. Il ruolo dell'accoglienza in un mondo in cui il reperimento dell'informazione avviene sempre più in modo virtuale, risulta centrale. E' come se alla reception di un hotel mettessimo un robot. Anche se fosse funzionalmente perfetto non sarebbe in grado di attivare quegli aspetti relazionali che fanno la differenza.
    Tutto questo mi fa pensare all'esperimento condotto da Harlow sulle scimmiette appena nate, che ricevevano il nutrimento da un manichino di metallo dotato di biberon a cui si avvicinavano solo per mangiare, mentre il resto del loro tempo lo passavano a farsi coccolare da un manichino soffice e peloso.
    Se togliamo dal dialogo la componente umana e il rapporto ad personam nell'accoglienza, vuol dire che gli ospiti andranno a farsi coccolare da un'altra parte.

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