giovedì 15 marzo 2012

Il turismo non può essere più un'attività stagionale



Prima o poi scriverò un elenco di consigli anche io. E quando lo scriverò comincerà così:
Cominciate intanto a non vedere la vostra domanda, i vostri ospiti come consumatori, e se possibile nemmeno come turisti.
A ben vedere infatti loro sono persone che hanno accolto il vostro invito, e quindi vanno trattati come invitati, qualcosa di più che ospiti (che già non sarebbe male).
Poi aggiungerò questo concetto:
Di fianco alla parola "qualità" provate ad aggiungere l'aggettivo "locale", cioè non standard; voglio dire non puntate su quella qualità che si trova ovunque. La vostra qualità, deve essere in qualche misura unica, con le radici da voi, nel vostro territorio e nella vostra cultura. Così che per trovarla si debba venire da voi.
Infine, dopo altri consigli, concluderò con il tema Gestione del Ricordo. E proverò a dire che il ricordo, e la sua gestione cominciano all'arrivo degli invitati, continuano poi durante il soggiorno, ma vanno curati con altrettanta attenzione e continuità dopo, al loro rientro.
Occuparsi di turismo non è più un'attività stagionale.
E se il turismo vorrà diventare davvero un'industria dovrà abbandonare il mito e i limiti della stagionalità.

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