sabato 21 aprile 2012

Aeroporti accoglienti?

Nell’ambito della mia attività professionale mi sono dovuto occupare più di una volta dei temi legati agli aeroporti, ed ho sempre trovato le orecchie chiuse quando si doveva parlare di accoglienza. Ecco perché ho letto con piacere il post di un agente di viaggio su questo tema, che vi ripropongo nelle parti essenziali. Degli aeroporti “penso che la maggior parte dei lettori del mio blog possano raccontare qualche episodio che li ha riguardati direttamente o che ha coinvolto i propri clienti. Dalle mie parti la situazione è talmente conclamata che dover proporre una partenza da Malpensa è spesso sinonimo di perdita della vendita. (…) In aggiunta a ciò noto il crescente fastidio di chi ha avuto a che fare con i disservizi di quello che doveva essere un hub di prestigio per il nostro Paese e che al contrario ha delle pecche organizzative indecenti. Io stesso sbarcando a Malpensa ho atteso un’ora e mezza prima di vedermi recapitata la valigia; mi parlarono di un guasto tecnico, ma tutti sappiamo che qui il tempo medio d'attesa è degno di un aeroporto del terzo mondo. In tal senso a Fiumicino non va molto meglio: qui bisogna dare ai passeggeri tempi larghissimi di connessione tra voli, non tanto in funzione degli spostamenti all'interno dell'aerostazione, quanto perchè altrimenti il bagaglio non li seguirà di sicuro. La cosa più comica che mi è capitata a Roma è stata quella di attendere 40 minuti all'interno dell'aeromobile prima che il pilota comunicasse che l'addetto, che avrebbe dovuto staccare il finger, era andato in pausa pranzo dimenticandosi di noi. Converrete con me che nel principale aeroporto italiano una cosa del genere non è tollerabile. Ma chi paga tutti questi disservizi?
Probabilmente è banalizzante dire che in un certo senso anche noi agenti di viaggi paghiamo un piccolo dazio, ma è senza dubbio la collettività a sostenere il danno d'immagine al quale, non capisco perchè, nessuno faccia caso. Inoltre è oggettivo che anche le compagnie aeree che utilizzano principalmente questi scali, subiscano senza possibilità d'appello problematiche che con un pizzico di volontà potrebbero essere evitate: non saranno mica dei maghi coloro che si occupano dell'organizzazione degli aeroporti di Francoforte, Vienna, Amsterdam, Zurigo, Madrid e Londra, dove con un traffico anche maggiore il servizio dato a passeggeri e compagnie aeree risulta essere di tutt'altro livello.

1 commento:

  1. Giovanni Sedda: Gli aeroporti sono una mia passione , sto per scrivere un post, in molte parti del mondo stanno studiando come renderli sempre meno "non luoghi " personalizzandolo e rendendoli parte intregrante di un destination promozione territoriale. In Australia da anni è partito il progetto "gli aeroporti del futuro " in collaborazione con le Università .

    Giancarlo Dall'Ara Bene, davvero interessante. Avvisaci quando pubblichi!

    Giovanni Sedda Si volentieri, sarà un semplice post per iniziare a parlarne, mi sembra se ne parli poco, eppure sono delle porte, dei luoghi che potrebbero dare tanto anche in chiave promozionale se resi appunto accoglienti e integrati al contesto territoriale, non a caso nel passato molte città si sviluppavano intorno al porto, non si capisce perchè ora non possano svilupparsi in mdo costruttivo e integrato con gli aeroporti, pare che in Australia la pensino proprio così e si stanno interrogando ...

    Giovanni Sedda Circa un mese fa inoltre La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato la relazione sul futuro degli aeroporti regionali. "Il testo definisce un quadro di riferimento per gli aeroporti regionali, che sempre più si dimostrano essere alla base dello sviluppo delle regioni europee. Con questa relazione il Parlamento europeo sottolinea il ruolo fondamentale che gli aeroporti regionali possono svolgere per garantire l'applicazione della politica di coesione europea e la continuità territoriale "

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