martedì 24 aprile 2012

Antiturismo, malattia diffusa?



Turista non è un nome senza sottintesi. Peggiorativo, spoglia all’istante il viaggiatore della sua caratteristica principale: viaggiare. Il turista nel pregiudizio comune non viaggia, adepto dei circuiti non fa che circolare.
Il nomade non è mai stato bene accolto, e il turista non sfugge alla regola. Insistendo sui suoi aspetti negativi la sociologia ha accresciuto il disagio di questo viaggiatore.
Il turista (ritenuto semplice spettatore, viaggiatore senz’anima, di gruppo) è visto come il doppio negativo del viaggiatore (scopritore, rilevatore del reale, osservatore superiore…), una decadenza mercantile del mito.
Si è espresso più o meno così Jean Didier Urbain nel libro "L’idiota in Viaggio" Aporie, Roma ‘97.
E ditemi che non è vero.
(immagine Suljo Dreamstime.com)

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