martedì 17 aprile 2012

La guida urla "Ticket!" e la coppia di turisti inglesi guarda attonita. Cosa succede in Sardegna?


Ho ricevuto una bella lettera dalla professoressa Paola Lobina. Ecco un passaggio che certo vi interessa se amate la Sardegna e se seguite i temi dell'accoglienza turistica. "Qui in Sardegna (nonostante il paradiso in cui viviamo) siamo alle solite. Ho letto da poco su Facebook un post in cui si lamentava la sua mancanza in Sardegna, bè devo dire che è proprio così. Qui è sempre tutto così improvvisato, approssimativo in alcuni casi greve per non dire rozzo, perché manca la formazione. Mi è venuto in mente il dialogo con un assessore che mi domandava: " ma cosa c'entra il turismo con l'istruzione" sic! :-). 
Visita al Nuraghe Arrubiu: due turisti inglesi oltrepassano l'entrata (da evidenziare che non vi era nessuna indicazione in merito al pagamento di biglietti), la guida con cui io e i ragazzi ci trovavamo si rivolge loro urlando “TICKET !” , ma non conoscendo l'inglese si limitava ad urlare la parola e a gesticolare ... che tristezza. La coppia di turisti dal canto loro guardavano attoniti, allora mi sono avvicinata e gentilmente ho detto che avrebbero dovuto pagare un biglietto e loro con altrettanta gentilezza mi hanno chiesto dove si trovava la biglietteria. Ho chiesto scusa ai turisti con evidente imbarazzo."
Un breve commento alla lettera di Paola Lobina che è tra l'altro autrice di un bellissimo saggio sulla normativa degli Alberghi Diffusi. 
Effettivamente non vengo in Sardegna così spesso come in passato, quest'anno sono venuto solo una volta ma ricomincerò a tornare dopo l'estate. Ovviamente se le cose non vanno bene non dipende dal fatto che manco io, posso però dire con orgoglio che la mia mano, il mio approccio innovativo ai temi del turismo e dell'accoglienza, hanno lasciato traccia in diversi luoghi della regione, e anche buoni ricordi in qualcuno di voi e certamente in me, visto che ho sempre considerato la Sardegna la mia regione d'adozione (Sardegna sei sempre nel mio cuore!). Sulla necessità di fare formazione e anzi formazione continua, credo non ci piova! poi magari bisognerebbe ripensare anche alla gestione dei siti archeologici sardi e ad una loro valorizzazione degna di questo nome. Altro che dépliant, opuscoli, stand in fiera e conferenze stampa!

4 commenti:

  1. Purtroppo, avete ragione entrambi... :/
    Da sarda, confermo quanto espresso dalla Professoressa Lobina, ed ammetto che sia imbarazzante assistere a queste scene, purtroppo non così sporadiche...e, soprattutto, concordo con lei sul fatto che il turismo non sia fatto di "dépliant, opuscoli, stand in fiera e conferenze stampa!", ma di formazione e cultura dell'accoglienza! Spero sempre che noi nuove generazioni riusciamo a dare la spinta giusta per un'inversione di marcia :)

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  2. Siamo alle solite, il problema non sono loro i guardiani o delle guide..........è di chi li sceglie e li mette in quesi posti senza conoscenza delle lingue o della lingua (ma almeno una la vogliamo richiedere come obbligo??) e la formazione sull'accoglienza. Eppure in Sardegna sappiamo tutti e conosciamo tutti la loro devozione all'ospite. Perchè deve succedere????
    Enrico Cipolletta

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  3. Caro Giancarlo, come ben sai, i nostri politici ed amministratori sono "fondamentalmente" esterofili e trascurano colpevolmente le "risorse locali" con buona pace delle indubbie competenze extra-isolane !
    https://www.facebook.com/SipaSardaIncomingPromotionAgency

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  4. Non mi stupisce...io lavorando negli alberghi tempo fa' mi trasformai interprete per un medico del pronto soccorso....lui compilo' solo la parte burocratica.

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