giovedì 19 aprile 2012

Luoghi, Non luoghi e Superluoghi


Di "Non Luoghi" (autogrill, hall di alberghi in catena, centri commerciali...), ha parlato per primo il sociologo Marc Augè che li ha contrapposti ai "Luoghi" cioè agli spazi fisici legati ad una cultura e ad una storia che hanno le radici in un determinato territorio.
Anche per questo io sostengo che botteghe, alberghi diffusi, uffici informazioni e accoglienza turistica, bar tradizionali, piccoli alberghi.... dovrebbero cercare di diventare a tutti gli effetti "luoghi", relazionali (e magari di conversazione).
Negli anni più vicini a noi si è cominciato anche a parlare di "Superluoghi" definendo con questo termine centri e forme urbane senza tessuto sociale, dove si insediano ad esempio aeroporti e centri logistici.
Nel mio modo di vedere ogni proposta standard contribuisce a creare non luoghi o superluoghi. Un fatto che non mi entusiasma perché tende a rendere tutto replicabile, e sostituibile, e perché va contro la nostra cultura dell'ospitalità (cioè va contro il nostro punto di forza).

(La foto è di Enrico Braglia)

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog