sabato 14 aprile 2012

Turisti. Una fiera di pregiudizi

Ho letto questa incredibile raccolta di stereotipi, riportata come "ricerca" sul notiziario Assotravel (indirizzo in fondo al post). Ve la ripropongo senza commenti, e "senza parole!".


"Il popolo più disastroso nei viaggi? Gli americani: non ci sono dubbi. E a dirlo non è il resto del mondo, ma gli stessi americani. Secondo una recente ricerca, l’americano in vacanza si trasforma: eterno berrettino e sorriso sempre stampato in faccia, nonostante siano troppo distratti e combina guai: dimenticano il passaporto, smarriscono i bagagli, sbagliano gli orari degli aerei, perdono la coincidenza, esauriscono i contanti.
Questo simpatico ma disastroso ritratto del turista a stelle e strisce è emerso da uno dei maggiori siti al mondo di coupon online LivingSocial, che ha commissionato alla società Mandala Research l’analisi sui comportamenti e la percezione dei viaggiatori di una parte del mondo. 5.600 volontari, quattromila americani e 1600 distribuiti tra Gran Bretagna, Australia, Canada e Irlanda. Il dato che risalta particolarmente è che gli americani vengono percepiti come i turisti più problematici principalmente da sé stessi, poi dai canadesi e dagli australiani. Gli irlandesi considerano peggiori gli inglesi, mentre questi ultimi “premiano” i tedeschi.




"Il viaggiatore statunitense viene considerato anche poco adattabile, nonostante il loro vantaggio linguistico. Seguono nella classifica i turisti cinesi, francesi, giapponesi e russi. Gli italiani sono al dodicesimo posto e vengono spesso additati per la loro eccessiva attenzione al look. Dall’indagine risulta pure che quattro americani su dieci hanno rubato qualcosa in hotel: dalle ciabatte agli asciugamani, dalla Bibbia all’ombrello, dall’accappatoio al cuscino. Inoltre chi pensa che gli americani non amino i viaggi intercontinentali potrebbe rimanere deluso: il 78% di loro ha visitato almeno una città straniera e il 61% ha scelto destinazioni lontane per le proprie vacanze. Per loro vacanze generalmente brevi: una media di 16 giorni a viaggio contro gli abbondanti 27 degli australiani.
Terminiamo con quelle che sono le mete preferite: la grande barriera corallina in Australia, la Tour Eiffel, le piramidi egiziane e il nostro amato Colosseo. Ed il nuovo trend della vacanza si chiama staycation, ossia quella tendenza a viaggiare rimanendo in “casa propria”, che nel 2011 ha riguardato il 65% dei rispondenti al sondaggio."


Ho scritto "senza parole", ma ora invece aggiungo un commento che ho postato su FB in risposta ad un "Mah" di un lettore.
vorrei tanto che il turismo fosse affrontato come si deve, con un pochino di serietà. Vorrei tanto che i turisti non fossero descritti come macchiette: il gregge di pecore che scende dal pullman, i giapponesi con la macchina fotografica, i francesi con la puzza sotto il naso, tutti gli italiani latin lover.... per dire queste cose non c'è bisogno di fare una ricerca intervistando migliaia di persone, basta andare al bar. Ma sono ricerche queste?


(l'articolo originale è qui http://agenziediviaggioturismo.blogspot.it/2012/03/attenzione-ai-turisti-americani.html)
Per l'immagine in testa grazie al Comune di Fanano.

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