martedì 22 maggio 2012

E' il dono che genera relazioni


"(...) Il valore del dono sta nell'assenza di garanzie da parte del donatore. Un'assenza che presuppone una grande fiducia negli altri. Il valore del controdono sta nella libertà: più l'altro è libero, più il fatto che ci donerà qualcosa avrà valore per noi quando ce lo darà. Ecco che il dono diventa in questo caso promotore di relazioni. Ciò che spinge a donare è la volontà degli uomini di creare rapporti sociali, perché l'uomo, non si accontenta di vivere nella società e di replicarla come gli altri animali sociali, ma deve produrre la società per vivere.
In uno scambio mercantile, al termine della transazione i partner risultano reciprocamente indipendenti e senza obblighi l'un l'altro. Nel caso del dono, il ricevente non "paga" sul momento, come in una normale transazione commerciale. La restituzione avviene nel tempo ed è grazie a questa dimensione, che il debito si protrae e mantiene attivo il legame tra le due parti. Debito è una parola che non amiamo. Invece è proprio sullo stato di debito e quindi di disequilibrio che vive il dono. Il dono ha orrore dell'equilibrio. (...). Il celebre gesto della restituzione dei regali al partner per sancire la fine di una storia ristabilisce infatti la parità e annulla il debito. La relazione è finita."
Marco Aime "Sono quel che dono" La Stampa, 19 maggio 2012


Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog