mercoledì 6 giugno 2012

Che differenza c'è tra una suite da 85 dollari ed una da 125?



Ecco un classico del marketing alberghiero.

"Fino ad allora ero stato soprattutto spettatore delle attività alberghiere. Il mio ufficio era in una palazzina vicino all’hotel Plaza, e a volte vi passavo la notte. Ero per così dire, un cliente professionista. Lo scorso anno mi sono trovato a lavorare per i ristoranti nei quali avevo mangiato, per le camere, il night club e il teatro nei quali avevo speso i miei soldi. Francamente ritengo che il business alberghiero sia uno dei più antiquati. La forza vendita di un albergo di norma è pessima. Una telefonata mi permise di constatare quanta strada ci fosse da percorrere.
“Che differenza c’è tra una suite da 85 dollari e una da 125?” domandai all’addetta prenotazioni camuffando la mia voce. “40 dollari” fu la risposta!
“Che spettacolo c’è stasera nella Sala Persiana?” chiesi al portiere. “Un cantante” mi rispose. “Uomo o donna?”, insistetti. “Non ne sono certo”, replicò.
Cercai di capire perché lo staff dell’albergo non si comportasse come una famiglia che accoglie un ospite invitato a casa propria.
Non solo non sapevano chi fosse l’artista che si esibiva nella Sala Persiana, ma neppure sapevano che avevamo a disposizione film senza interruzioni pubblicitarie sul circuito televisivo interno. Ad eccezione delle cameriere ai piani e del portiere molti di essi non sapevano neppure come fosse fatta una camera. Se l’addetta alle prenotazioni rispondeva che la differenza tra due suites consisteva in 40 dollari, il motivo era che non ne aveva mai vista una, né tanto meno ci aveva dormito. Oggi se chiedete al portiere del Plaza chi si esibisce nella Sala Persiana egli vi risponde Ednita Nazzaro. Lo sa perché l’ha vista. Per contratto ogni artista prima di esibirsi nella sala Persiana deve offrire uno spettacolo ai dipendenti nella caffetteria. Il personale dell’albergo vede l’artista prima dei clienti stessi. E se chiedete all’addetto alle camere o al centralinista quali film è possibile vedere, egli vi risponde perché lo sa – il televisore nella mensa dei dipendenti manda continuamente in onda i film. Appena assunti gli addetti alle camere, hanno ora una settimana di orientamento che comprende un pernottamento nell’hotel e un giro nelle mille camere degli ospiti. Possono guardare fuori dalla finestra e rendersi conto dei 40 dollari di differenza tra una suite con veduta sul Central Park, ed una con veduta sul retro degli edifici dell’Avon".

Questa è una breve sintesi di un famoso discorso di James Lavenson, all'epoca Presidente del Plaza Hotel di New York. Correva l'anno 1974. Avete letto bene: 1974; per molte delle nostre realtà è ancora attuale, quasi 40 anni dopo!
Il brano è stato tradotto per la prima volta in italiano da Aureliano Bonini nel 1985 e pubblicato in un libro scritto assieme a me, e oggi introvabile. Questa che vi propongo è una mia traduzione molto ridotta rispetto all'originale (GD).


L'immagine l'ho presa "in prestito" nella pagina FB dell'Ass.ne Librai.

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