domenica 2 settembre 2012

Gentilezza e Sorriso. Ritorno ai fondamentali


"Il turista che entrava in Italia dieci anni fa, arrivando ai valichi di frontiera o agli aeroporti, riceveva una impressione di tensione e di desolazione. Nessuno sorrideva. Nè il poliziotto che lo scrutava torvo, nè il doganiere imbacuccato e diffidente. Ma neppure l'impiegato al banco dell'aeroporto, o la cassiera del bar, o il cameriere al tavolo. Anzi spesso erano malcontenti, sgarbati, seccati. Non portavano la divisa, sedevano scompostamente, parlavano fra di loro e, se un cliente si azzardava a richiamare la loro attenzione, lo rimproveravano seccamente dicendogli "Non vede che sto parlando?". Se avessero potuto avrebbero mandato al diavolo i dirigenti e i clienti e se ne sarebbero andati a casa. (...) Per essere gentili con i clienti bisogna che in qualche modo il commesso voglia bene ai clienti. Se li odia, se non sopporta di essere il loro servitore, inevitabilmente li tratterà male, sarà sgarbato, oppure rigido, freddo, eccessivamente assente."
Francesco Alberoni "E l'uomo postindustriale imparò a sorridere", Corriere della Sera, 4 maggio 1987
Commento: sottolineo "1987"

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