mercoledì 7 novembre 2012

Togliamo il turismo dall'area di marginalità nel quale è stato confinato


“Gli studiosi dell’America urbana dell’ultimo mezzo secolo ritenevano che le città fossero entrate in un declino inesorabile, e le consideravano il bagaglio abbandonato dell’era industriale – future città dormitorio. I futurologi della nuova economia, dal canto loro, ritenevano che la geografia fosse morta, che le distanze non fossero più un vincolo. La virtualizzazione e l’ubiquità promessa dalle tecnologie digitali rendevano irrilevante il luogo dove si operava.
Nulla di più lontano dal vero. Il luogo sta riconquistando il posto che merita nella creazione di valore: attrae i talenti, moltiplica il valore degli oggetti che ospita e diventa uno straordinario meccanismo di protezione intellettuale, impedendone la copia. Il territorio deve quindi tornare ad essere l’integratore “naturale” di molte aree di intervento di politica economica, fungendo da “ordinatore” di tali interventi – spesso frammentati e non coordinati – e momento unitario di riflessione e sperimentazione. Per valorizzare appieno il territorio bisogna togliere il turismo dall’area di marginalità in cui il pensiero economico di impronta industriale lo ha confinato” Andrea Granelli “L’Italia del turismo: idee per una nuova stagione” in Politiche e reti per lo sviluppo n. 20 gennaio-aprile 2007.

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