domenica 2 giugno 2013

Accoglienza vera o finta?


Riprendo da un post di Ile Atzori: "Una buona accoglienza non implica teatrini nei porti o negli aeroporti, anzi! L’accoglienza è fatta di tanti piccoli gesti, più efficaci quanto più sono autentici. Un “comitato di accoglienza” come questo avrebbe l’effetto non solo di decontestualizzare la nostra cultura e le nostre tradizioni, destabilizzando un turista, ma soprattutto di banalizzare ciò che siamo. Per essere accogliente, una città non ha bisogno di mettersi in scena, ma deve essere vivibile, prima di tutto per i suoi residenti (la consapevolezza sulla bellezza della propria città, può nascere anche in questo modo, ed a questo proposito vi invito a leggere “Territori e turismo: una questione di consapevolezza“, di Pasquale Stroia), ed in secondo luogo per un turista. Che, come abbiamo sostenuto varie volte, non è un alieno. “I turisti non sono portafogli che camminano”, come direbbe Dall’Ara, perciò dobbiamo smettere di pensare al turismo in termini di soldi, ed iniziare a pensarci in termini di risorse: wi-fi libero, servizi pubblici efficienti, InfoPoint aperti tutto l’anno e con personale adeguato, città pulita, collegamenti con l’esterno frequenti e funzionali, rete fra i vari operatori del settore sono solo alcuni esempi che dovremmo tenere in considerazione.
Piuttosto che accogliere i turisti con dolci, balli e maschere, accogliamoli con una città migliore"

Articolo originale qui:
http://virtualwunderkammer.wordpress.com/2013/05/31/accoglienza-finzione-turistica/

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