domenica 17 agosto 2014

Cronache di accoglienza (2). Un post di Teresio Asola


Ieri, metro Cavour a Roma. Il treno si ferma ringhiando e fremendo. Siamo in sei a dover scendere. Le porte si aprono e ci affrettiamo a uscire. Il treno non è affollato ma usciamo di corsa anche perché l'aria condizionata non funziona. Il sesto di noi, mio figlio piccolo, viene pinzato dalle porte i cui vetri sono imbrattati di graffiti. Non dice nulla. Cerca di divincolarsi. Le porte stringono. Finalmente si riaprono per un secondo. Giacomo sguiscia via. Sporco di grasso sulla maglia e sulle gambe, con varie escoriazioni sul corpo. Minimizziamo. Del resto, che cosa sono due porte che non funzionano dopo aver sentito in San Pietro pochi minuti prima l'accorato appello del Papa alla pace in Medio Oriente e ascoltato la bambina sudamericana che passa di vagone in vagone cantando "Besame mucho"? Ma siamo esterrefatti, noi quattro e le nostre due amiche di Shanghai. Eppure, non abbiamo ancora visto il passaggio pedonale per Termini, dopo una visita a Santa Maria Maggiore. Buio, lercio e ignobile. Dove un ubriaco inveisce contro le mie due amiche di Shanghai, in vacanza in Italia, colpevoli dei loro meravigliosi occhi a mandorla. E l'autobus per Trastevere, traballante come un frullatore sulle buche all'Aventino. Addio, grande bellezza.
Teresio Asola


Grazie a Teresio Asola per questa breve nota sugli episodi terribili di quotidianità, che ripropongono l'importanza di intervenire seriamente sui fondamentali dell'accoglienza.
(nell'immagine un monumento ai turisti)

4 commenti:

  1. Quand'è che siamo diventati così?! l'ombra del popolo che eravamo........

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  2. Nella tua spietata chiarezza sei stratosferico amico mio..
    Una fortuna l'averti incontrato..naturalmente mi sono iscritta e spero in un tuo gradito ricambio!
    Grazie e serena fine domenicale!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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  3. Grazie. Saluti cordiali. Teresio Asola

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