lunedì 11 agosto 2014

Cronache di accoglienza. Un post di Teresio Asola


 Cogliendo l'occasione dell'arrivo di due amiche taiwanesi residenti a Shanghai decidiamo di trascorrere le vacanze in Italia. Bello, scendere da Torino a Manarola, Lucca, Pisa, Firenze, Siena, Assisi, Orvieto. Meraviglioso, fino alla stupenda Roma. La città eterna ci accoglie con le contraddizioni, la grande bellezza e i luoghi comuni che fanno capire il motivo per cui gli stranieri preferiscono evitare il Paese dotato del maggior numero di attrattive al mondo e con il potenziale turistico più elevato, e perché "Il Messaggero" quella mattina parlava della "grande monnezza" riferendosi alla decadenza della più bella città del mondo. Dopo un'ora di coda sotto il sole ai Fori Imperiali un addetto ci ammonisce che la coda è sbagliata. "Ma mettere un cartello?" domanda mia moglie. "Signora, sono 25.000 persone al giorno, i cartelli li dovremmo mettere fino alla metro" sbuffa indicando la stazione annegata nella calura. Incaricano però una persona ad avvisare le persone all'inizio della coda. Soluzione ben più costosa.
Nel Foro, erbacce ovunque e non un cartello a offrire qualche spiegazione. Spiego alle taiwanesi di immaginarsi nel mezzo della vita di allora. Non credo ci fossero tutte quelle ortiche.
Emily, una delle orientali, fatti pochi passi nel Colosseo si accorge di non avere più il portafoglio. Rubato. Si vergogna. Non era mai successa una cosa del genere a lei né ad alcuno della sua famiglia, si giustifica. Mi vergogno anch'io. Come un ladro. I carabinieri di piazza Venezia allargano le braccia: "Dovete tornare fra un'ora, ce ne sono tanti altri che devono sporgere denuncia. Eravamo trenta, ora tredici, che possiamo fare? A Natale ci portavano dei dolcetti, adesso chiediamo ci regalino delle risme di carta e delle biro." Comprendiamo. Ci scusiamo. 
Per scattare qualche foto che cancelli nelle due taiwanesi l'amarezza del primo approccio, andiamo a Trevi per scoprirla impacchetata. Trinità dei Monti, allora. Anche la Barcaccia è sottoposta a lavori. "Ma farli a gennaio?" Penso, mentre passa rombante una Lamborghini dei Carabinieri. Leggo il cartello di cantiere alla Barcaccia. "Fine lavori 20/7". Peccato che oggi sia l'8 agosto. "Festa del papà in Cina, ba-ba, otto otto, dice Emily ormai rasserenata come solo gli asiatici, mentre scrive una cartolina garrendo il più solare dei sorrisi. Intanto io imploro mia figlia al telefono di non volare con bagaglio da stiva, dovendo fare scalo a Fiumicino. Saluti dall'Italia. 
Teresio Asola

Pubblico questo post che Teresio Asola mi ha inviato, ed aggiungo il commento che lui stesso mi ha scritto: "L'Italia non è solo questo, ma perché farlo credere ai nostri amici stranieri che purtroppo questo riporranno nella valigia dei ricordi?""

1 commento:

  1. In Italia possediamo un pattimonio immenso e non lo sfruttiamo. O lo snobbiamo. E i turisti stranieri percorrono altre rotte. Teresio Asola

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