mercoledì 3 settembre 2014

Puntare davvero sull'accoglienza. Un nuovo articolo del Corsera


Qualcosa sta cambiando, e l'interesse verso il tema dell'accoglienza cresce. Certo non tutti sanno coniugare accoglienza a marketing, ma in ogni caso si tratta di un interesse reale. A riprova, ecco un nuovo articolo del Corsera, questa volta a firma di Giovanni Belardelli, che chiede di puntare davvero sull'accoglienza turistica.
"Le cause della crisi del turismo nazionale sono note e basta del resto girare l’Italia per averne diretta esperienza: incuria dei luoghi e dei monumenti, appunto, strutture di accoglienza troppo spesso inadeguate e allo stesso tempo costose, cementificazione selvaggia soprattutto delle coste, tendenza di molti operatori a guardare al turista come al proverbiale pollo da spennare e via elencando. Ma dietro tutto questo c’è anche una questione che riguarda l’identità profonda del Paese e risale alla nascita stessa dello Stato nazionale.
Tra Sette e Ottocento le élite colte europee avevano eletto la Penisola a loro meta privilegiata; per la verità, amandone più le bellezze artistiche e paesaggistiche che gli abitanti (...) Poi, nei primi decenni repubblicani, il Paese finalmente sembrò adottare con successo il modello di una modernità di tipo nordeuropeo: fu l’epoca della grande industria chimica, delle Partecipazioni statali, della Cassa del Mezzogiorno, della definitiva scomparsa dell’antica Italia rurale. Senza l’accelerata modernizzazione del dopoguerra il «benessere» (misurato dalla disponibilità generalizzata di una lavatrice o del televisore, dalla possibilità di usufruire dell’istruzione o delle vacanze) forse staremmo ancora ad aspettarlo. Ma, appunto, oggi che quel tipo di modernità industriale appare, almeno in Europa, definitivamente in crisi dovremmo tornare a riflettere su ciò che il Paese vuole (e può) essere. Se non sia cioè il caso, vista la piega irreversibile presa dalla storia del globo, di riscoprire proprio la nostra peculiare natura di Paese dell’arte e della memoria d’Occidente, puntando davvero — dunque oltre le affermazioni di rito — sull’accoglienza turistica. Certe recenti dichiarazioni del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini parrebbero andare in questa direzione. Ma un esecutivo che fosse consapevole della questione e del suo carattere strategico non dovrebbe allora inserire tra i propri obiettivi — accanto a un determinato rapporto deficit-Pil o a un certo ammontare di tagli della spending review — anche quello di far risalire l’Italia al terzo o quarto posto nelle mete del turismo mondiale?
"L'insostenibile incuria del Belpaese" Giovanni Belardelli, Corriere della Sera 28 agosto 2014
la foto è di Gianluca Bagnara

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