sabato 1 novembre 2014

Fondata sulla Bellezza


Ho già avuto modo di commentare favorevolmente il libro di Emilio Casalini "Fondata sulla Bellezza", un libro che denuncia le tante cose che non vanno nel nostro modo di affrontare lo sviluppo del turismo, la gestione dei beni culturali, i temi dell'accoglienza... ma che ha anche il pregio di riuscire a dare argomenti e motivazioni per pensare in positivo e tornare a scommettere sul nostro Paese e sulle sue ricchezze.
Qualche giorno fa c'è stata una polemica su questo lavoro di Casalini che vi segnalo. Sono certo che anche a molti di voi suonerà familiare. Scrive Casalini: Qualche giorno fa, su "il fattoquotidiano", Tomaso Montanari mi aveva "onorato" di un un articolo in cui citava il mio libro senza essersi minimamente preso la briga di leggerlo. http://www.eddyburg.it/2014/06/carta-e-bellezza-non-fanno-rima_26.html Tra vari schizzetti di fango, (...) questa la risposta pubblicata su "ilfattoquotidiano":
(...)  La bellezza forse non salverà l'Italia, ma una mano potrebbe darla. Il turismo, nel mondo, crescerà del +5% per i prossimi 15 anni, la produzione industriale pesante è in calo costante da 40 anni. Dove sarebbe utile investire? Abbiamo l’Alitalia in crisi che però non ha voli diretti verso la Cina, mentre Lufthansa ne ha 47 settimanali. O la Sicilia che, nel 2012, ha registrato 6 milioni di pernottamenti di turisti, mentre le isole Canarie, stessa lunghezza di coste, ma molto meno da offrire, ne hanno avuti 75 milioni. Abbiamo gravi problemi nell’accoglienza, nella promozione dei nostri tanti musei sempre più vuoti. Ma quando si propone di riportare alla luce le opere nascoste e portarle in giro per il mondo, ecco il purista che grida alla prostituzione dell’arte. La bellezza è invece un marchio identitario da sfruttare, come propone il creativo Maurizio di Robilant attraverso la fondazione “Italia Patria della Bellezza”. Lo certifica il rapporto “Future Brand Country Index”: il mondo ci riconosce ancora la leadership in turismo, arte, cultura e cibo. Attività caratterizzate da piccole imprese che non inquinano, che tutelano l’ambiente, non delocalizzabili, con capitale diffuso, che stimolano la creatività dei singoli. Oltre l’economia, quindi, c'è una coscienza comune raccolta intorno alla bellezza. (...)

Trovate la risposta integrale di Casalini qui

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