lunedì 11 maggio 2015

Emergenza accoglienza. Turista denuncia Venezia



Il crollo di attenzione rispetto al tema dell'accoglienza turistica nel nostro Paese, abbinato all'assenza di cultura dell'ospitalità in tante realtà (come documentato da questo Blog), non è senza conseguenze.
I fatti dei quali parla l'articolo che vi propongo non riguardano solo Venezia (o le grandi città), sono purtroppo  diffusi ovunque.
E le Istituzioni non sono all'altezza dei problemi.
Non resta che ripartire dalle persone. Aiutateci a sensibilizzare il sistema turistico italiano sul tema accoglienza e della relazione con gli ospiti.
«Una violazione strutturata e sistematica dei trattati europei». Non è un’accusa da poco quella cui dovrà far fronte la città di Venezia. E niente meno che per il piatto forte della casa, il turismo. Lo scorso 1° maggio, è arrivata alla Commissione Europea una denuncia formale: la Serenissima violerebbe gli articoli 12 e 49 dei trattati Ue, per la disparità nei prezzi tra visitatori e residenti. A Venezia c’è tutta una gamma di servizi che costa molto di più a chi arriva da fuori rispetto a chi vive in città. Dai vaporetti ad alcuni musei, dal wi-fi pubblico alle toilette. Per tutto questo il prezzo è modico se si abita tra le calli, salato se si è solo di passaggio.  
A depositare la denuncia è stato un cittadino belga, stanco dell’anomalia anti-turisti. Nel dossier presentato alla Commissione c’è tutto il dettaglio. Un giro in vaporetto? Un euro e 30 per i residenti, 7 euro per gli altri. L’ingresso a Palazzo Ducale? Costa 18 euro per il biglietto intero, ma è gratis “per residenti e nati nel comune di Venezia”. L’accesso a internet senza fili? Libero per i residenti e i “city users”, cioè lavoratori e studenti che frequentano la città ogni giorno. Per gli altri costa 5 euro ogni 24 ore. E vale persino per i bagni pubblici: 25 centesimi residenti, un euro e 50 resto del mondo. 


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