mercoledì 16 settembre 2015

Social Street


Riprendo dal Corsera qualche stralcio da un articolo di Claudia Balbi che racconta di Via Fondazza, una traversa di Strada Maggiore:

"CHE COS'E' - Parola d'ordine: fiducia. Ma anche cortesia, senso civico, solidarietà. L'obiettivo della Social Street è socializzare con i vicini della propria strada di residenza per instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre tutti i benefici che derivano da una maggiore interazione sociale. Via allora alle feste di strada, alle iniziative per grandi e bambini, alla pulizia collettiva degli spazi comuni e all'apertura di case e cortili per eventi cittadini. Per raggiungere questi obiettivi a costi zero, le Social Street si affidano alla creazione dei gruppi chiusi di Facebook. Dall'esperimento bolognese, il primo in Italia, in poco tempo sono nati gruppi di vicinato anche in altre città della Penisola.
LE ORIGINI - Ed ecco che la giornalista americana intervista Mr e Mrs Bastiani e si fa raccontare la storia che ormai molti conoscono, quella di due giovani appena trasferiti a Bologna con un figlio piccolo ma senza amici. Da qui l’idea di creare un gruppo su Facebook e il successo che in due anni ha visto la nascita di 393 Social street in Europa, Brasile e Nuova Zelanda «inspired by Mr. Bastiani’s idea». Ma il New York Times non si accontenta certo di intervistare i fondatori. Se il motto del gruppo Facebook recita «dal virtuale al reale», che reale sia. La giornalista intervista quindi molti abitanti della zona, si fa raccontare le loro esperienze in quella che definisce «una città del nord di piccole dimensioni conosciuta per la sua politica progressista e di cooperazione. La casa della più antica università d’Italia, in cui convivono giovani e residenti, conosciuti per il loro forte senso di comunità». 

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