venerdì 23 ottobre 2015

Librerie non accoglienti


Vi segnalo il bell'articolo di Paolo di Stefano, pubblicato sul Corriere il 13 ottobre 2015 su librerie e librai incapaci.
"Qualche giorno fa in una libreria di catena milanese, un mio amico ha chiesto il nuovo saggio di Carlo Ginzburg, uno dei maggiori storici italiani. (...) Ebbene, con espressione sperduta la commessa chiede lo spelling dell'autore, battendo tempestivamente sul computer il nome: «Karl». «No, - ripete il mio amico - Carlo Ginzburg, è italiano!». Risolto l'equivoco, si scopre che in negozio esistono (dovrebbero esistere) due copie del volume richiesto: la ragazza sparisce, ricompare a mani vuote dopo una decina di minuti, consulta un collega, che sparisce a sua volta. Passano ancora diversi minuti e l'uomo, riemerso visibilmente da un sottoscala in cui giacciono gli scatoloni mai aperti, mostra trionfante il libro." 
Dunque, sostiene Di Stefano - grandi librerie, sommerse da centinaia di bestseller hanno perduto il senso delle gerarchie e soprattutto hanno sostituito i librai con venditori pressoché privi di competenza e di formazione culturale. 
In una libreria dove non si conosce Ginzburg c'è un problema di professionalità. Ed ecco le conclusioni: "c'è un nesso tra la fuga dei clienti dalle librerie (verso gli acquisti online) e la progressiva trasformazione dei negozi di libri non in negozi qualunque (magari!) ma in surreali supermercati in cui nessuno sa dirti se c'è ? ed eventualmente dove si trova ? (...) perché ci si lamenta del fatto che i libri non vendono se non si fa niente per venderli?"

articolo integrale qui

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