martedì 10 novembre 2015

Fabolous Fakes: le nuove mete del turismo di massa


In passato per descrivere il mercato turistico avevo individuato tre generazioni di turisti: (1) quelli che vanno in vacanza per la prima volta, che si accontentano dei servizi che trovano, perché sono comunque contenti di essere riusciti - finalmente - ad andare in vacanza; (2) a fianco di loro i turisti dello standard, che anche in vacanza pretendono gli stessi servizi che hanno appena lasciato a casa; (3) e infine i turisti di terza generazione che odiano 'le cose per turisti' e che cercano autenticità. Negli anni più vicini a noi ho dovuto aggiornare questo schema aggiungendo una nuova generazione, quella dei turisti "aumentati", figli della rivoluzione digitale, sempre con lo smartphone in mano, in cerca di esperienze da condividere.

Pur nella sua semplicità questo modello credo sia ancora oggi utile, ma i cambiamenti nello scenario turistico mi costringono a rivedere e a riattualizzare i turisti della seconda generazione, che anche in vacanza cercano gli standard ai quali non sanno rinunciare, che non solo non sono stati assorbiti dalla emergente esigenza di autenticità, e cioè dalla terza generazione, ma anzi stanno vivendo un nuovo boom. È proprio pensando a loro che in tutto il mondo, e in particolare in Cina e nella penisola araba, sono nate le città per turisti, Fabolous Fake, evoluzione spettacolare dei villaggi turistici degli anni '60 e '70. Le città cinesi copie di Venezia, le nuove città nel deserto, costruite nel mezzo di niente, sono le nuove mete che hanno riportato di attualità la generazione che sogna lo standard, e con le quali ora anche le località più vere e autentiche, delle quali l'Italia è piena, devono fare i conti. A differenza di quelle del passato, delle disneyland, o dei villaggi “club med”, quelle di oggi sono vere e proprie destinazioni che fanno dello shopping il tema più di appeal. Dunque un fenomeno in qualche misura nuovo, e con un impatto ambientale e sociale (oltre che economico) impressionante; speculazioni immobiliari comprese. Fenomeni dei quali non mi pare si parli molto. Tra quanti le prediligono, i turisti cinesi sono forse i più numerosi, ma anche europei e italiani sgomitano. I numeri sono da capogiro, e non siamo che all'inizio. C'è di che riflettere. 

Giancarlo Dall'Ara 

nell'immagine una replica di Venezia in Cina (foto La Nuova di Venezia e Mestre) 

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