mercoledì 13 gennaio 2016

Accoglienza turistica?


Non molti giorni fa - ne ha parlato la stampa - Settimio Calandra, pensionato agrigentino, è entrato negli uffici del “Dipartimento del turismo dello sport e dello spettacolo” di Gela, per chiedere informazioni su cosa visitare in città.

Pochi attimi dopo si è invece ritrovato chiuso dietro le sbarre del Municipio.

Ora non so se le cose siano andate davvero così, certo l'immagine che vedete rappresenta bene lo stato attuale dell'accoglienza turistica del nostro Paese, abbandonata a sé stessa e trascurata.
Osservando quello che accade in Italia mi pare di capire che molte Regioni, per interventi sull'accoglienza, intendano:  

  • migliorare il layout degli uffici informazione, 
  • dare gli IAT in appalto a chiunque, purché non gravino sulle casse delle Istituzioni pubbliche, chiedere ai volontari di garantire un minimo di servizi, 
  • o ristampare le piantine della città.

Certo si tratta di interventi a volte necessari, ma il tema non si può ridurre all'apertura di uno IAT nel mese di agosto o anche a Natale! Nè alla ristampa degli opuscoli in abbinamento all'ennesimo nuovo sito web o nuova App.
Occuparsi di accoglienza e farne occasione di marketing significa avere una visione strategica e progettuale condivisa dagli operatori e dalla comunità locale, e significa soprattutto intervenire sulla Risorsa Umana! Sono le persone che accolgono, non gli uffici. E quelle persone devono avere competenze e passione.
E' in assenza di queste condizioni che un turista rischia di trovarsi "incarcerato", anziché accolto!

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