domenica 5 giugno 2016

I 200 anni del viaggio in Italia


Il 3 settembre 1786 Johann Wolfgang von Goethe partì per l'Italia. Da solo. Cosa insolita per persone che avevano incarichi pubblici così importanti come nel suo caso. Partì senza avvisare nessuno, neppure la sua "amata". Ma non fu un viaggio improvviso. Tutt'altro, fu un viaggio preparato a lungo, e sognato fin dall'infanzia. Suo padre amava l'Italia e certo lo influenzò (gli aveva insegnato la nostra lingua).
Goethe aveva bisogno di ritrovare la propria strada ed i propri talenti artistici che gli incarichi pubblici a Weimar, dove era Ministro del Duca, gli impedivano di esprimere.
E li ritrovò in Italia a contatto con la storia e l'arte del nostro Paese. Ma anche a contatto con le persone.
Goethe viaggiatore moderno amava vivere i luoghi che visitava, l'Italia, Roma, la Sicilia... dall'interno, nelle taverne, nelle case, nelle feste religiose. Anche la selezione attenta delle sue mete, e delle visite, dimostra quanto fosse un viaggiatore moderno.
Il libro nel quale Goethe racconta il suo viaggio in Italia fu scritto in tarda età e fu pubblicato 200 anni fa; e non è solo un libro di viaggio, e anche per questo merita di non essere dimenticato.

Vi propongo di seguito alcune righe di una sua celebre poesia, che ha contribuito non poco all'immagine dell'Italia nelle generazioni successive.
Rileggendola mi sembra che ora sia particolarmente adatta a molti Italiani che non amano il nostro Paese, forse proprio perché non lo conoscono.

J. W. Goethe, Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? – 1795
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,
Una brezza lieve dal cielo azzurro spira,
Il mirto è immobile, alto è l’alloro!
Lo conosci tu?
Laggiù! Laggiù!
O amato mio, con te vorrei andare!


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