mercoledì 1 giugno 2016

Turismo nelle aree interne



Ieri ho partecipato al Convegno sul turismo nelle aree interne che si è tenuto a L’Aquila.
Il convegno è stato stimolante, anche per la presenza del dirigente del Ministero (MIBACT), Francesco Colombo, che ha brevemente fatto il punto sul Piano strategico del Turismo, e per alcuni interventi concreti come quello di Massimiliano Vavassori (Bandiere Arancioni, TCI), o di Pierpaolo Romio (Girolibero).
Interessanti anche alcuni interventi di Accademici del turismo, che francamente non conoscevo, che hanno presentato approcci al turismo, per certi versi “originali”.
Per problemi organizzativi il mio intervento è stato molto compresso nei tempi, e a parte un tentativo di fare chiarezza sul tema dell’albergo diffuso, non sono riuscito a fare di più, e cioè a parlare, come avrei voluto, del ruolo che anche i Piccoli Musei possono avere (a certe condizioni) nello sviluppo turistico delle aree interne. Penso pertanto di presentare le rflessioni che avevo preparato al prossimo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, in programma iil 7 e 8 ottobre a Calimera (LE).
Non ho preso appunti, ecco le poche cose che ho scritto durante i lavori:
Sabrina Lucatelli: “Tutte le aree interne vedono il turismo come panacea”. In effetti anche a me risulta così, ma avrei aggiunto che nei fatti non si comportano coerentemente, non mettono il turismo al centro delle loro preoccupazioni e delle loro strategie. E le aree interne che il turismo privilegerebbe, spesso ne risultano emarginate.
Francesco Palumbo: “Il Piano strategico nazionale del Turismo sarà approvato entro il 27 luglio 2016. Più che un documento sarà una piattaforma, un processo”. Giudico positivamente questo approccio, questo metodo, molto diverso da quello dell’ex Ministro Gnudi, che aveva dato vita ad un Piano anche per questo rimasto nel cassetto.

“Tra i temi chiave del Piano l’identificazione di standard comuni per la classificazione delle strutture ricettive”. Spero bene per l’albergo diffuso, tema che va tolto al più presto alle Regioni che di guai ne hanno combinati abbastanza (eccezioni a parte).

1 commento:

  1. Il convegno deve essere stato davvero interessante. Non ci ho partecipato, ma avrei calcato la mano sui costi di gestione, sul metodo gestionale originale capace di aiutare gli imprenditori dell'ospitalità diffusa a fare lavorare di più e meglio le loro strutture e sulla formazione necessaria.

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