domenica 26 febbraio 2017

Turismo giapponese: si profila un nuovo Scenario



La regione "Asia Pacifico" costituisce il bacino di domanda turistica con il maggiore potenziale di crescita del mondo. Queste le conclusioni di un forum che si è tenuto a Madrid, in occasione della fiera FITUR, lo scorso mese di gennaio. Per il futuro si stima che ci saranno in media 17 milioni di turisti in più ogni anno, fino ad arrivare a 355 milioni di viaggi all'estero nel 2020. Quanto alle destinazioni, l'Europa sarà la meta preferita dagli asiatici che sceglieranno una destinazione fuori dalla regione.
Relativamente al mercato giapponese continua il trend positivo che riguarda le vacanze all’estero che complessivamente sono state 17.1 milioni nel 2016, con un incremento del 5,6% rispetto al 2015.
Era dal 2012 che il numero dei viaggi outbound dei giapponesi non cresceva, ma il dato del  2016, con 900mila i viaggi all’estero in più rispetto all’anno precedente, conferma quanto avevo anticipato nel mio blog, e costituisce un segnale davvero interessante, soprattutto in considerazione del fatto che il 20% dei turisti giapponesi “Long-haul” ha come meta l’Europa. Quanto all’Italia dovrebbe essere sufficiente ricordare che il nostro Paese continua ad essere la prima meta nel desiderio dei turisti giapponesi.
Per il nuovo Scenario che si profila, può essere utile qualche indicazione concreta. Molti operatori italiani pensano che i turisti giapponesi siano tutti turisti di gruppo, ma questa immagine rispecchia solo in parte la realtà del turismo giapponese. Inoltre se in passato i turisti giapponesi erano interessati ai prodotti contrassegnati da marchi globali, oggi hanno più interesse e attenzione ai marchi locali e a quelli di qualità. Se in passato avevano come mete quasi esclusivamente le città d’arte “cartolina”, oggi gran parte di loro è già alla seconda o terza esperienza di viaggio in Italia, conosce già le mete tradizionali, e cerca altro.
Sia nei rapporti con i Tour Operator giapponesi, che con i turisti, ho potuto verificare che l’interesse per le mete meno conosciute, e percepite come più autentiche, riguarda oggi una fascia importante del turismo giapponese individuale. Il desiderio di conoscere la cultura dei luoghi visitati è ciò che oggi spinge maggiormente una parte crescente del turismo giapponese a cercare luoghi insoliti e anche forme di alloggio integrate nell’ambiente: piccoli alberghi, agriturismo, alberghi diffusi, B&B…
Proposte e soluzioni ricettive dunque che solo qualche anno fa non potevano contare su un grande mercato, possono oggi essere prese in considerazione e risultare interessanti per i viaggiatori giapponesi. La prossima pubblicazione in Giappone di una guida turistica dell’Italia attraverso gli alberghi diffusi, curata dall’ing. Megumi Nakahashi e dal prof. Yatsumishu Matsunaga - che si aggiunge al successo della pubblicazione del prof. Matsunaga interamente dedicata ai borghi italiani - ne è credo una conferma evidente.
Giancarlo Dall’Ara
p.s. se siete interessati al mercato giapponese scrivetemi


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