venerdì 7 settembre 2018

Quale futuro per i borghi?



I borghi non sono tutti uguali! 
E la loro trasformazione in villaggi turistici, o in musei non è né l’unica opzione, né la migliore, almeno se si ha a cuore la storia e la cultura del nostro paese.  
Per rigenerare i borghi e ridurre il rischio spopolamento, che non è un destino inevitabile, si può intervenire sulle loro peculiarità, il loro posizionamento e anche la loro identità, metterla a fuoco meglio e in parte adattarla in vista di un futuro possibile. 
In assenza di un pensiero italiano dello sviluppo turistico, e di una visione turistica coerente, che ancora non si vede, tutto si è sviluppato in un modo spontaneo o verticistico, e senza condivisione, e ci troviamo di fronte a borghi in via di spopolamento o disabitati, a borghi che assomigliano alle periferie anni ’70, a borghi dormitorio, borghi in rovina in attesa di essere riscoperti come parco archeologico..., ma fortunatamente anche a tanti borghi vivi.
Su questi ultimi i progetti di Albergo Diffuso hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo straordinario, e non solo in Italia. Ma se leggete la stampa vedrete che soprattutto da parte di alcune Regioni e di molti Comuni si continua a chiamare Albergo diffuso una semplice rete di case vuote, qualcosa che non ha nessuna caratteristicha alberghiera, e che non può avere un ruolo importante di rigenerazione e di contributo allo sviluppo sostenibile dei borghi.
Aiutateci a valorizzare e difendere il modello dell’albergo diffuso.
www.alberghidiffusi.it 

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