giovedì 12 settembre 2019

Le grandi città? Simboli di disuguaglianza



Quando hai finito l’Università, quando cominci a pensare di creare la tua famiglia, pensi anche ad una casa più grande, e che costi di meno; pensi ad un luogo vicino alla natura, dove tu non sei costretto a perdere ogni giorno due ore per gli spostamenti… 
Detto così, la vita nelle grandi città sembra un rito di passaggio.
Ma non è solo così, considerato che il trend è ancora quello che vede crescere le popolazioni urbane, e le megalopoli, ma con alcune significative eccezioni che fanno rilettere.
I centri di grandi città come Parigi e New York City stanno perdendo abitanti, e tra quanti restano a viverci, significativamente, si trovano persone con un reddito elevato, singles o con famiglie piccole. Insomma nei centri delle grandi città sembra che ci resti solo chi può permetterselo.
Naturalmente la maggior parte delle grandi città non soffre il problema dello spopolamento, ma un allentamento della densità urbana comincia ad essere evidente. A crescere sono soprattutto le periferie, e risulta sempre più evidente quanto gli abitanti dei centri storici più ricchi e più connessi all’economia globale, siano sempre più nettamente separati dagli altri. 
Per questo, Richard Longworth, del Chicago Council on Global Affairs, afferma che le città globali sono diventate simbolo di disuguaglianza. Qualcosa che non può rimanere senza conseguenze.

 

Appunti tratti da Global cities begin to shrink as inner areas empty out

di Judith Evans
https://www.ft.com/content/c88b4c54-b925-11e9-96bd-8e884d3ea203?shareType=nongift

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