martedì 8 settembre 2020

Ripensare il modello turistico dell'affollamento

 

Mentre ci avviciniamo alla fine della stagione turistica, come ogni anno sta per iniziare la stagione del turismo “parlato”.

E’ il momento giusto allora per pensare se il vecchio modello di sviluppo turistico basato sull’affollamento sia ancora quello da riproporre.

Il turismo che punta all’affollamento affonda le radici nel passato e la sua evoluzione più recente riguarda gli eventi-ressa, una idea datata e rilanciata negli anni ’80, vista da alcuni come simbolo del successo di una destinazione turistica.

Giudicata oggi sembra contraria ad ogni principio di sostenibilità.

E’ ancora quello il modello verso cui guardare?

Erano questi i pensieri e le domande che mi facevo quando ho pubblicato questo post su FB:

"‪Continuo a pensare che il modello turistico dell'affollamento non possa essere più il modello verso cui guardare per il #futuro del #turismo.

È un modello che affonda le radici nel passato, quando si pensava che le presenze fossero il solo metro di giudizio del successo di una destinazione, ma oggi si vede bene quanto tutto questo sia contrario ad ogni principio di #sostenibilità (sociale, ambientale ed anche economica).

Altri modelli di sviluppo sono necessari e possibili.”

 

Il post ha suscitato un certo interesse e ad una domanda ho risposto in questi termini:

"Il senso delle mie parole è che non possiamo più pensare che il successo di una destinazione possa essere legato al numero dei turisti che arrivano, senza considerare i costi in termini di impatto ambientale e vivibilità, tanto più che è possibile pensare allo sviluppo turistico in modo sostenibile. Oggi non solo non mancano esempi di successo cui guardare, non solo non mancano teorie e scuole di pensiero diverse da quella dominante (penso di avere detto e scritto più di qualcosa a questo proposito), ma c’è anche un diverso ordine di priorità da rispettare imposto dal Covid! "

GD


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