sabato 3 ottobre 2020

I due partiti del turismo

 


I due partiti del turismo

Gli addetti ai lavori e gli esperti di turismo mi sembra che al momento si dividano in due partiti: quelli che pensano che niente sarà come prima, e quelli che pensano che tutto tornerà esattamente come prima, appena finita l’emergenza Covid.

Personalmente ritengo che dopo il Covid molte cose dovrebbero cambiare radicalmente, e dunque il mio cuore è più vicino ai primi, ma il realismo mi spinge a temere che saranno i secondi a spuntarla. Appena il Covid sarà un ricordo assisteremo ai modelli di sviluppo turistico che già conosciamo, quelli dell’affollamento e della ressa, ma che forse bisognerebbe definire come i modelli della dissipazione. Mi riferisco alla dissipazione delle risorse disponibili liberamente: ambiente, storia, beni culturali, centri storici…. Perché questi sono i risultati inevitabili, e più evidenti, dei modelli di sviluppo “non sostenibili”.

Salvo il fatto che i nuovi turisti, quelli cioè che vedono la fragilità del nostro essere, assieme alla fragilità di quello che ci circonda, saranno di più del recente passato, non saranno affatto contenti, e forse non staranno neanche in silenzio.

GD


L'immagine in alto è di un mio libriccino degli anni '90, e raccoglie interventi di un dibattito riminese sul turismo di quegli anni. La foto in copertina è di Saro Di Bartolo.


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