mercoledì 27 settembre 2017

Il volto gratuito della Sardegna



“E’ probabile che dopo tanti anni le cose siano cambiate” scrive Daniele Varè nel suo romanzo “Gaia Melodia” pubblicato da Mondadori nel 1944.
L’autore si riferisce al comportamento dei contadini sardi che all’epoca (il romanzo si svolge nella seconda metà dell’800) era “primitivo, ospitale e cortese, ma sospettoso verso gli stranieri”.
Come ho letto queste frasi le ho subito girate ad amici sardi, ma non mi ero accorto che la descrizione più interessante veniva poche righe dopo.
“Se qualcuno di fuori veniva a proporgli un affare, spesso si rifiutava di trattare. Il solo fatto che un straniero volesse qualcosa da lui (che non domandava niente a nessuno) e venisse da lontano a chiederlo, anche offrendo un congruo compenso, era la prova sicura di qualche imbroglio!”. Daniele Varè poi racconta come dei marinai avessero tentato di acquistare il latte dal contadino, ma senza riuscirci “Offrivano somme considerevoli, ma il proprietario che pure aveva latte in abbondanza, non volle vendere”.
Fino a quando un dottore non andò dal contadino e tornò con il latte. Aveva detto che il latte gli serviva per un bambino malato, e lo aveva ottenuto “senza pagamento”.
Vendere non voleva, ma regalare si!”
Varè, sbagliando, attribuisce il merito al dottore, alla sua “furbizia”, ma il merito, come è evidente, è stato tutto del contadino!
Frequento la Sardegna da tanti anni, e posso dire che questo è il volto più bello della Sardegna, che sopravvive ancora e si può trovare facilmente, se si ha voglia e tempo di farlo.

Vi segnalo un post sul significato del valore di questo gesto QUI

foto di Guo Quangang 

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